Senza parole…

…ho scoperto solo adesso che nella città in cui vivo, il 28 aprile alle ore 11 presso una chiesa cittadina è stata celebrata una messa.

 

Una messa per Benito Mussolini.

Sono senza parole… non per via della messa. Non del tutto… ma perchè ad oggi ci siano ancora persone convinte (ma convinte per davvero eh!) che staremmo molto, molto meglio se il caro duce fosse vivo, e se il Ventennio non fosse mai finito….

 

ho i brividi.

la notte

Non basta un raggio di sole un cielo blu come il mare
Perché mi porto un dolore che sale che sale
Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perché
E non arresta la corsa lui non si vuole fermare
Perché è un dolore che sale che sale e fa male
Ora è allo stomaco fegato vomito fingo ma c’è
E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà

Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale che sale e fa male
Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me
Prosegue nella sua corsa si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c’è
E sale e scende dagli occhi il sole adesso dov’è
Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria sono parole a metà
Ma queste sono già scritte e il tempo non passerà
Ma quando arriva la notte la notte e resto sola con me

La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci e l’amore poi continuerà
E quando arriva la notte la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
L’amore può allontanarci la vita poi continuerà
Continuerà
Continuerà

in diretta dalla pausa pranzo…

ciao belle ragazze, come state?

Volevo aggiornarvi un pochino su questo nuovo lavoro.

La prima cosa che voglio descrivere è il silenzio…
abituata com’ero al pascolo continuo di studenti & C0., di docenti & presunti tali, di telefonate INUTILI sempre della serie “ho un problema”, a colleghe cattive che cianciano cattiverie ogni minuto, risate strozzate e tecnici che entrano urlando porco qui e porco  per ogni nonnulla..

ecco.

Qui, nulla di tutto questo… malgrado abbia il centralino sulla scrivania, io e la ragazza dell’ufficio produzione ci mettiamo d’accordo per smistare le chiamate. Venerdì ne ho girate una ventina. Oggi due.
Due telefonate…
La mia responsabile è in questo stesso ufficio, e (come mai?) non mi mostra continuamente le foto dei suoi cani, non mi gira catene fatte di e-mail, non interrompe ogni 5 minuti con la notizia dell’ultimo minuto letta su un quotidiano on line…
Questa mia responsabile (gentile, bionda, magra, 36 anni, fidanzata) udite, udite… LAVORA.
E lo fa in silenzio… se le occorre qualcosa si alza e recupera da sola il faldone, o da sola è capace di farsi delle fotocopie o dei fax.
E questo, che a voi può sembrare banale è per me fonte continua di sommo stupore…

Perchè prima, se stavo iniziando/compiendo/ultimando una pratica la Capa entrava in ufficio dicendo “Liberamente, ti ricordi quando mille giorni fa è arrivata una mail, per un hgvoaeho e io avevo detto asbkhjbvkab quindi mi cerchi il numero del protocollo e me lo metti sulla scrivania?”
(Il protocollo è a 5 passi dalla sua scrivania, e tutto quello che le ho cercato è sempre rimasto su quella scrivania… in tre anni non so quante pratiche ha concluso da sola.. magari poi chiedeva a un’altra collega buona di ultimare la pratica. Poi lei passava e metteva un timbro e la sua firma)

MA VI HO RACCONTATO QUELLE DUE VOLTE DEGLI AUGURI DI NATALE?
No?
Beh… a ottobre (degli utlimi tre anni lavorativi) ho cominciato a chiedere “facciamo qualcosa per gli auguri di Natale da inviare?” e mi ha risposto:
“ma siamo ad ottobre, c’è ancora molto tempo, poi in rete c’è un file con tutti i contatti.. basta solo scrivere le buste e mettere il cartoncino”
“posso fare delle etichette?”
“no, la busta deve essere scritta a mano”
“va bene, allora ditemi quando posso iniziare a prepararle”
“sì sì, te lo dico io, controllo solo che il nome del prefetto sia cambiato e poi ti faccio sapere”

A META’ NOVEMBRE

“Liberamente, cerca il file e aggiornalo. Ci sono troppi contatti che non sono più dei nostri e mancano tutti gli altri… poi verificali tutti”

E a metà novembre mi sono messa davanti un excel di 800 e passa righe, a controllarlo uno per uno. Telefonare a tutti…
“pronto, Caserma sì? Solo una informazione, volevo chiedere se il maresciallo/tenente/colonnello è ancora Pinco Pallino… come? Pinco Pallino è stato trasferito 6 anni fa? Ops… può cortesemente dirmi chi è il nuovo maresciallo/tenente/colonnello? grazie, no.. non era per una denuncia, vi invieremo gli auguri di Natale.”

E se pensate che con la caserma mi sia andara bene, devo dirvi che tutti gli altri contatti dovevo scovarli dentro uffici, e a quell’epoca facevo solo il pomeriggio.. vi lascio immaginare!

A metà dicembre ho iniziato a scrivere le buste. Ordinata, pulita, biro blu punta extra fine, vediamo… in alto a destra il francobollo… devo farci stare 3-4 righe… ecco sì così.. righello sotto per andare in linea retta.
Le avevo scritte quasi tutte… finchè la Capa le ha viste e ha esclamato “ma sembrano scritte al computer… lascia perdere lo faccio io.”
e con una calligrafia da gallina, (tipo mia nonna analfabeta quando scriveva qualcosa sul calendario) ha rifatto tutte le buste, scarabocchiando nome, cognome, carica…
Vabbè

L’anno successivo sempre a metà ottobre ho chiesto cosa ci fosse da fare

“c’è il file aggiornato, ci sono solo le buste da preparare”

“vuoi farle tu? O preparo le etichette?”
“no, niente etichette… falle tu COME HAI FATTO L’ANNO SCORSO”
Cioè nemmeno si ricordava che le aveva fatte lei… e gli auguri di Natale erano una delle 4 cose che faceva da sola durante l’anno…
Io l’ho presa in parola, e ho fatto le buste come l’anno prima… e quell’anno le andarono bene… boh, mistero!

A ottobre scorso mi sono rifiutata di sollevare la questione. A novembre è entrata in ufficio per dirmi di guardare il file aggiornato e verificarlo.
Quando l’ho verificato e modificato mi ha detto che non avrebbero inviato gli auguri più a nessuno, a parte il Prefetto, il Signor Sindaco e un altro paio di illustri deficienti.
Secondo voi me la sono presa? Assolutamente SI’!

Comunque, tornando a noi.
Questo ufficio mi garba parecchio. Ogni giorno trovo qualcosa da fare, e mi stanno insegnando a farlo in autonomia.
A giugno la collega panzuta andrà in maternità quindi sarà davvero sola 🙂

Ecco, non torno a casa in pausa pranzo, non mi va di buttare soldi in benzina anche se sono 10 minuti di auto… in fondo per un’ora e mezza posso anche stare qui.

E infatti mi sono portata il pc.

E da oggi ricomincia la fase pranzo salutista: oggi panino con ricotta, pomodorini e prosciutto crudo.

E da oggi ricomincio a preparare la cena per i miei uomini: cosa che mi è mancata quando ho iniziato a lavorare in pizzeria…

A proposito, a breve un post su QGDMM su come Marito ha gestito un mese e 25 giorni di cene de Lo Smilzo! Ma non vi anticipo nulla!

baci baci!!!

Benvenuta…

alla piccola di LadySmith

e ricordiamoci che oggi non è nata solo una bimba ma anche una Mamma!

E le saremo vicine vero? Per condividere le gioie e i momenti di stanchezza…

Ps,

non vedo l’ora di vederle e abbracciarle tutte!!!!!!

I love your blog… me too!

Grazie amiche!!!!

mi avete premiata con: 

Regole:

rispondere ad alcune domande e girare il premio ad altre 10 blogger…

Qual è la tua rivista di moda preferita?

-> non so se rientri nel settore moda. Ma sono abbonata da anni a Starbene! Le riviste di sola moda mi sfiniscono…

Chi è il tuo cantante/band preferita?

-> è passata l’età dei poster sulle pareti della cameretta. Adesso sono le canzoni che occupano il mio cuore. “la notte” di Arisa, “i miei complimenti” di Marina Rei, “Wonderful life” di Black e potrei citarne altre milla mila… sono ricordi legati alla mia vita, alla coppia, al piccolo Smilzo…

Chi è la tua YouTube Guru preferita?

-> …una volta ho guardato un tutorial su come avere delle sopracciglia dalla linea perfetta. Solo una volta eh!

Qual è il tuo prodotto make-up preferito?

-> eh, qui scendo in campo con l’artiglieria pesante: io uso nello stesso modo: correttore, fondotinta, mascara, fard.
Nel fine settimana aggiungo matita nera e glitter…

Dove ti piacerebbe vivere?

-> nella Terra di Mezzo.
Solo così potrei vivere sulle Montagne Nebbiose, a un passo  dal Bosco Atro, e sulle rive del Mare….

Qual è il tuo film preferito?

-> devo assolutamente scindere le preferenze per categoria… i romantici, i drammatici, le commedie… all’interno delle commedie: romantiche e no.
Però non sopporto i film d’azione, droga, armi… di solito il poliziotto nero viene esonerato dal caso, e solo mettendo a rischio la sua carriera riuscirà a risolvere il caso… madò che palle mi sono venute solo a scriverlo!

Quante paia di scarpe possiedi?

-> UFFICIALMENTE: quante bastano
VERAMENTE: alcune non mi ricordo nemmeno di averle acquistate, e le trovo dopo mesi ancora nella scatola originale… vabbè!

Qual è il tuo colore preferito?

ROSSO. Sempre e comunque!

Ragazze, sono  arrivata in ritardo con l’ultimo treno. Il premio lo avete già postato tutte….

:-* grazie ancora e sappiate che IO ADORO IL VOSTRO BLOG. IO VI ADORO!!!

Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus

…trovato lavoro!

E’ iniziato tutto a inizio febbraio.

Sul quotidiano locale ho visto un annuncio di lavoro.

Ho risposto a mezzo fax come richiesto.

Mi hanno contattata a fine marzo – inizio aprile.

“Venga per un colloquio”

Ho accennato questo colloquio a poche di voi. Le delusioni recenti mi hanno resa molto più prudente.

Primo colloquio: seduta in sala riunioni con una impiegata.
Le solite domande: dove hai lavorato, cosa sai fare, in che ambiente vorresti lavorare?”

E le, mie, solite risposte… vengo dal commercio, sono passata per l’ambito amministrativo, se c’è chi mi insegna io imparo….

“hai degli hobbies? Sei fidandanzata?”

“sono sposata e il bambino ha due anni, a ottobre inizieremo l’inserimento all’asilo”

mi sono tolta il dente subito. Se mi vorranno, già sapranno che ho impegni familiari.

Dopo una settimana (ed era il martedì della settimana Santa) mi hanno richiamato: “vieni a fare il colloquio con il titolare?”

Oddio e adesso? Con la cara Chicchiscedda abbiamo sviscerato ogni tipo di look… e cosa fai? cosa gli dici? cosa? come?  quanto?

All’alleanza di Fb, avevo posto la questione: gli dico che ho due impegni programmati, uno per Lo Smilzo e uno per me? risposta quasi unanime: NO.
Stessa domanda girata a mia sorella: stessa risposta: ASSOLUTAMENTE NO, LA PRIORITA’ E’ FARTI ASSUMERE. DOPO PARLERETE DELLE FERIE!

Ok.

Il secondo colloquio: sempre in sala riunioni, con l’impiegata della volta precedente e il titolare. Che si è focalizzato  molto sulla mia logistica.

E poi mi ha chiesto cosa so fare in autonomia.

E lì non mi sono risparmiata.
Non so da quale cassetto della memoria ho attinto tutte le operazioni contabili che facevo il primo anno che stavo “di là”, gli adempimenti amministrativi.
Tutto.
Gli ho perfino detto quanto mi piaceva archiviare i cartacei (che è un lavoro pallosetto diciamocelo).
“E quanto, ma quanto mi piace usare lo scadenziario… una roba che non Le so descrivere…”

Insomma.

Per la prima volta l’ho buttata sull’ironia.
Sorriso sulle labbra, braccia distese, gambe accavallate.
Voce chiara e tono di voce deciso.
Borsa sul tavolo appoggiata così…

E chi mi conosce sa quanto i colloqui e la disoccupazione mi smuovessero tutta. Andavo nel panico, mi ingobbivo, mi chinavo… voce tremula…. non ero io.
Troppa pressione, troppa paura di non farcela, troppa paura di una delusione.

Questa volta però ho (non so come, ma credo grazie a voi) messo davanti un po’ di grinta, di carattere. Mi sono ricordata di chi mi ha detto:

“ricordati che sei lì non per elemosinare ma per offrire la tua professionalità”

E così ho fatto.

Il titolare dopo 10 minuti se n’è andato. Con l’impiegata ho continuato a parlare ancora un paio di minuti, poi era evidente che il colloquio fosse finito; ci siamo salutate e sono andata via.

Giovedì telefono muto.
Venerdì telefono muto.
Sabato.
Domenica.
Lunedì telefono muto (ma era Pasquetta, quindi erano tutti a casa)

Martedì: Drrrrinnnnnnnn

“ciao, volevo chiederti se eri disposta a venire qui a fare un paio di giorni di prova…”

Oggi venerdì, ho concluso tre giorni di prova….
mi hanno detto che la prossima settimana comincerò con il contratto a termine fino a fine maggio. Da giugno passerò come sostituzione maternità e quando rientrerà la collega mi passeranno a TI.

TI.

TI.

Tempo Indeterminato.

Un sogno per me…..

Comunque, mi hanno già spiegato che al di là della sostituzione maternità vogliono inserire una risorsa che si occupi definitivamente degli aspetti amministrativi/segretariato.

Ho passato questa settimana come sulle montagne russe.

Ero felice ma non volevo illudermi.

Volevo scriverlo ma le dita si rifiutavano di collaborare, da qui, il titolo del mio ultimo post…

Volevo gridarlo al mondo, ma non volevo ritrattare….

Ho aspettato. E aspettato…..

Adesso posso dirlo.

Avete davanti (ok, dietro lo schermo del vostro pc) una donna che lavora!

Ultima cosa: QUESTO POST PARTECIPA AL GIVEAWEY DI KIKKIELEALTRE

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Questo titolo ha li suo perchè.

E lunedì sera cascasse il mondo ve lo scriverò.

volevo ringraziare pubblicamente la mia consulente per il look (poi vi racconterò quale look e quale occasione), che mi ha seguito step by step.

 

Volevo ringraziare l’alleanza di Fb che mi ha spronata e confortata e fortificata.

 

Se lunedì scriverò il seguito di questo post sarà anche grazie a voi.

 

Adesso chiudo. Che la scaramanzia la fa da padrona in queste ore…

 

Io & la crostata

Tanto qui siamo tutte di trenta e passa anni. Quindi posso fare un discorso generico…

I gusti alimentari, si sa, sono mutevoli. Mia nonna diceva “ogni lustro si cambia gusto” ed è vero.
Quello che non mi piaceva da piccola adesso lo mangio molto volentieri, come peperoni, melanzane, fagiolini freschi, cavoli, broccoli…

Ho nello stesso modo lasciato perdere alcune cose per cui sgolosiavo, tipo la Nutella (mia mamma ancora racconta di quando, sistemando la cameretta trovava i vasetti vuoti in fondo ai cassetti della scrivania) da che era il mio ciuccio, a che non mi accorgo di averla in casa, e poi le uova che divoravo ogni due giorni e cucinavo all’americana (fritte, con sopra formaggio da fondere, prosciutto cotto o salame, tabasco e pepe nero) e, adesso le uso come ingrediente per altri piatti.

C’è però una cosa che mai mi è piaciuta e mai mi piacerà.

La crostata.

Racchiude in sé due preparazioni che da sole non gradisco e insieme mi fanno proprio disgusto.
Quel disgusto che ti fa alzare l’angolo della bocca e abbassare quello dell’occhio corrispondente… sì dai avete capito la smorfia…

La pasta frolla e la marmellata.
Insieme.
Micidiali.
Che mangiare un chilo di zucchero dal sacchetto non mi provocherebbe tutto quel disgusto (nel mio dialetto natio si dice sduffuso, che sduffa).

State pensando che la crostata alla nutella possa piacermi?
No. Non mi piace nemmeno quella… nemmeno le crostatine del Mulino Bianco che mia nonna comprava per farci (me e mia sorella) far merenda mi piacevano.

PERO’ le dovevo mangiare. Perché?

Perchè sì. La nonna te le ha comprate e per educazione si devono mangiare
Vedrai che la prossima volta la nonna compra un’altra merendina
e quella volta andò pure peggio… la nonna comprò i Buondì alla marmellata (ve la ricordate la sigla?

Soffice buondì, profumo di Buondì…
a colazione ogni giorno c’è Buondì
comincia con Buondì nel latte il mio Buondì
BUONO E LEGGERO
da sempre c’è Buondì

Adesso va bene, che ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma definire il Buondì soffice e leggero mi sembra proprio un’esagerazione…
I vostri compagni/mariti facevano la gara

“mangiare un buondì in 10 passi senza fermarsi o bere”?

No? Beh, leggenda narra che mai nessuno sia riuscito in questa epica impresa…

Dicevo che mi è stato insegnato a mangiare per educazione, a non rifiutare un cibo offerto gentilmente… (mi avessero insegnato a rifiutare gentilmente adesso non scriverei questo post).
A scuola c’era sempre la mamma di turno che portava una crostata per il compleanno del figliolo.
E gli anni delle elementari sono stati 5 + 3 della scuola media (però già allora si intravedeva una torta normale ogni tanto) alle superiori ho avuto un po’ di tregua.
La mangiavo una volta all’anno per il compleanno di mia sorella.
Mio padre prendeva sempre la crostata alla frutta fresca (base di frolla, crema pasticcera e frutta fresca) dopo tutto era mangiabile.. e poi mia mamma mi dava una fettina piccola piccola…

Poi sono arrivati gli anni delle uscite in compagnia, gli anni dei falò in spiaggia, gli anni delle grigliate.
E non parliamo dei compleanni dei colleghi… quando il/la festeggiato/a indovinate cosa portava in ufficio….
[che poi ma che successo ha la crostata… ne vogliamo parlare? Ma non piace solo a me?]

E sono caduta di nuovo in questo tunnel di crostata.

Puntualmente alla proposta “dai domenica facciamo la grigliata” una (a rotazione)  delle amiche (a cui voglio un bene immenso) se ne esce con:

sì dai, così faccio la crostata!

[Ma porca miseria, ma per una volta non potete fare un pandispagna?!]

E poi, la crostata del pasticcere ha una friabilità, una consistenza da pasticcere appunto. Mentre la frolla preparata in casa (soprattutto se non si è abili e non si conoscono certi trucchi) ha tutt’altro sapore, altra consistenza.

Io solo a vederla (sì, sempre lei la Crostata) sento già tutto il palato appiccicoso, i denti impastati e una sensazione di sduffo zuccherino.

Comunque domenica abbiamo una grigliata.
E sì, ci sarà l’ennesima crostata.

Ma la novità è che mi sono tolta il peso del mangiare per educazione…

Io mi butterò sull’uovo di Pasqua!