part two – l’ABC di una sana alimentazione – qualche considerazione

qualche considerazione sul post precedente.

La dottoressa nutrizionista esperta di chimica e biologia alimentare, ci ha parlato di quanto frutta e verdura abbiano perso i loro nutrimenti.
Si parla in alcuni casi del 10% in 20 anni, ma anche dell’ 86% per altri.

Ecco. Parliamone.

Sicuramente per l’inquinamento, sicuramente perchè non abbiano (hanno, fanculo. Perchè devo prendermi io la colpa di due generazioni?) dato valore o il giusto valore all’agricoltura.
Perchè abbiamo perso l’orientamento all’idea di avere tutto tutto l’anno.
Ecco. Questo sistema si è impoverito.
Al punto che le fragole non sanno di niente, al punto che broccoli e verza non nutrono nemmeno la metà di quanto facessero prima.

E ho pensato tantissimo a un professore che conosco.
Uno di quelli integralisti. Del tipo “mangiamo sano” era (è tuttora) davvero mangiare  sano. E in modo intelligente.
Perchè la frutta e verdura la compra direttamente dal contadino.
Perchè non compra nulla che non sia a Km zero.
Perchè ci raccontava che è impegnativo organizzare la spesa settimanale (con grandi quantità di verdura organizza dei GAS) però dopo i risultati li vede sulla salute dei figli e di tutta la famiglia.
Ancora mi ricordo di quando, non sapendo cucinare, ad un pranzo natalizio avevo portato un’ananas affettata al naturale e una con il maraschino;
“signorina, lo sa che per portare qui quelle ananas hanno messo in moto degli aerei merci, quindi hanno consumato benzina, introdotto CO2 nell’atmosfera, poi una volta in Italia si sono mossi i camion per portarli al supermercato… e non le racconto di quanto sono sottopagati gli agricoltori ecuadoriani ”
Liberamentepensierodiquattroannifa “embè a me che me frega?”

Adesso invece mi frega. Adesso ci penso.
Se voglio le melanzane le scelgo con provenienza Italia e non Spagna.
L’ananas cerco di non prenderla più ( a meno di partecipare ad un GAS), le banane le cerco con provenienza Ghana e non Costa Rica.

Il mio pensiero è che se ognuno di noi facesse la spesa in modo più responsabile e attento alla propria zona di provenienza/appartenenza (io prima compravo il burro Granarolo o grande marca, poi ho scoperto che nel mio paesello c’è una fabbrica di latticini, beh adesso il burro è solo di questa fabbrica… almeno aiuto i lavoratori del territorio) la “nostra” economia andrebbe meglio, l’ambiente sarebbe più felice… e noi più sani.

So che è una comodità trovare tutto tutto l’anno, ma davvero abbiamo bisogno di tutto questo? O ce lo stanno inculcando a forza?

Ma non erano tanto più sani i nostri nonni o bis nonni? E si spezzavano la schiena, non facevano sport e non avevano nutella e cocacola.
Mangiavano quello che c’era, però “di stagione”…

Non ho una botta di nostalgia, non andrò in una comunità Hamish, però certe volte mi sembra che stiamo tornando indietro invece di studiare, imparare ed evolverci.

E poi penso allo Smilzo. Ma che razza di pianeta si troverà? I nostri figli si faranno la  guerra per l’acqua? La guerra per un pezzetto di terra non contaminato dal nucleare?

E noi cosa facciamo? Nulla….

 

 

l’ABC di una sana e corretta alimentazione

…ma secondo voi nel titolo del post, la parola “corretta” non è una ripetizione della parola “sana”? Secondo me sì.

Ma chi sono io per non copiare paro paro il titolo dell’evento divulgativo di ieri sera?

Nessuno, come sempre.

L’auditorium era pieno per metà (vedete, da quando ho trovato lavoro sono diventata ottimista? Due mesi fa avrei scritto che l’auditorium era vuoto per metà) età nell’intervallo >1 (Lo Smilzo) a <100 (un simpatico vecchietto).

La dottoressa nutrizionista esperta di chimica e biologia alimentare ha fatto una breve introduzione (che mi son persa, ero fuori con Lo Smilzo per convincerlo che giocare sul marciapiede a lanciarsi in strada può avere risvolti a tratti tragici. Quindi pazienza, me la sono persa io, ve la perdete anche voi) e ho capito solo che una colazione a base di latte e 7-8 pan di stelle ci forniscono l’apporto calorico adeguato se volessimo fare solo un pasto al giorno.
Ok, togliamo i Pan di Stelle dalla lista della spesa.

Ha continuato su un discorso generale che ho trovato sì sensato, ma sentito e letto tante di quelle volte che ormai sembra una storia vecchia.

Non bisogna escludere nulla dalla propria alimentazione. Il cibo nelle giuste quantità ci può fare solo bene. Basta sapere quello che si sta mangiando.

E’ vero. Adesso alzi la mano chi non ha mai visto un Tg2 costume e società in primavera/estate. Non fanno che ripeterlo (non fanno anche che mandare in onda servizi identici di anno in anno, ma questa è un’altra storia!).

Non dobbiamo credere alle diete modaiole o miracolose, e quello che funziona su una mia amica potrebbe devastare il mio metabolismo.

Ci ha parlato di una sana e corretta alimentazione. Per dimagrire. Sì. Lo ha ripetuto due volte…

E mi sono presa un po’ di soddisfazioni. Perchè quello che dico io Marito lo recepisce come un BLABLABLA, però la stessa frase detta da una dottoressa bellissima nutrizionista esperta di biologia alimentare ha un effetto sorprendente. Il messaggio viene recepito!

“Amo, i cracker fanno ingrassare, piuttosto mangiati un pezzetto di grana. Amo il mais non lo puoi mangiare perchè ti gonfia. Amo gli alcolici sono l’equivalente di una tazza di grasso. Amo la cocacola deve sparire da questa casa. Amo che vuoi anche cenare? Ti sei spazzolato un happy hour intero!!!!”

Ecco. Punto per punto mi sono presa le mie rivincite. E ho subito una mezza sconfitta.

Come sapete schifo parecchio la pastasciutta mentre ho una predilezione per il riso. Declinato in tutte le sue forme. E per avvalorare la scelta del riso sulla pasta continuavo a dire a Marito “amo, ma il riso è più leggero della pasta…”

La  dottoressa bellissima nutrizionista esperta di biologia alimentare ci ha detto che pasta e riso si equivalgono. Non ricordo se in termini di nutrizione o di calorie. Ma ricordavo che 100 gr di riso in bianco apporta 100 Kcal. Ovviamente riso bollito. Niente parmigiano, niente olio, nada de nada.

Malgrado questo scivolone personale ho comunque saputo che:

  • in termini di calorie, in una lattina di cocacola è come se ci fossero sciolte 6 (sei) bustine di zucchero. Senza contare l’acido citrico, la caffeina e tutta quell’altra roba
  • che le modelle non mangiano MAI quello che pubblicizzano. Se mangiassero davvero quello che pubblicizzano non sarebbero così magre)
  • dimagrire pensando solo al calcolo delle calorie è un processo che sicuramente fallirà. Il corpo prima o poi ci chiederà il conto dei nutrimenti che gli mancano con tutti gli interessi.
  • che dobbiamo capire perchè vogliamo un cioccolatino o una pizzetta fuori pasto: siamo annoiati? Abbiamo davvero fame? E un frutto non ci apporta più nutrienti? E non alimenta di più la nostra riserva di acqua?
  • Le donne e la vitamina A. Ho scoperto che la vitamina A apporta un sacco di cose belle e buone per le donne… farò una tabella e non mancherà mai più al mio organismo.
  • tre noci al giorno non ci fanno ingrassare ma ci regalano la giusta quantità di vitamina E e alcuni oli polinsaturi che proteggono un bel po’ di cosucce. (e questa cosa me l’aveva detta Sole. E marito invece continuava a dire “mangi le noci? Ma così ingrassi) Si ingrasserebbe con quantità elevate tipo 30 noci al giorno sì, quelle sarebbero eccessive.

E le proteine. I nostri mattoncini. La dottoressa bellissima nutrizionista esperta di biologia alimentare ci ha spiegato perchè vanno di moda le diete iperproteiche.

quando assumiamo carboidrati in eccedenza il corpo li trattiene come riserva di energia, che se non viene intaccata si trasforma in ciccetta.
mentre quando assumiamo proteine in eccedenza il corpo le elimina con le urine. Per questo ci fanno bere tantissima acqua. Per aiutare i reni in questo faticoso lavoro.

Per finire la dottoressa bellissima nutrizionista esperta di biologia alimentare ci ha detto di non eccedere. In nulla. Troppo pesce porta ad avere metalli pesanti nel sangue. Troppa carne porta ad avere problemi cardiaci. Troppi carboidrati ci faranno rotolare. Troppi dolci non ne parliamo nemmeno….

La regola d’oro sarebbe sapere quello che stiamo mangiando e capire a cosa ci servirà… lo zucchero per l’energia, le proteine per fare i muscoli, il calcio per le ossa… pare che dovremmo informarci di più. Studiare bene le etichette e diffidare dei mesaaggi “zero grassi” se è vero che quel cibo non ha grassi avrà sicuramente qualcos’altro nascosto.
E questo non promette niente di buono.

 

Sono andata via soddisfattissima di questo incontro. Se ce ne saranno altri in zona parteciperò sicuramente…

e voi? Avete capito dove state sbagliando nella lotta quotidiana con la bilancia?

dice il saggio…

chi non ha il coraggio di cambiare, non ha il diritto di lamentarsi.

O era qualcosa del genere.

Comunque.

Mi capita spesso (come ad ogni essere vivente), di chiacchierare con ragazzi e ragazze che conosco (non proprio amici) del più e del meno.

Nello specifico questi ragazzi e queste ragazze sono under 30 o 30.

Nello specifico lavorano tutti nel Capoluogo di Regione.

Nello specifico vivono nella provincia dove abito io.

Sempre nello specifico ho notato (parlandoci, appunto separatamente) che è tutto un gran lamentarsi.

Perchè i mezzi pubblici a volte fanno dannare (hanno ragione!)

Perchè sono fuori casa dalla mattina presto (anche le 5) fino alla sera tardi (anche le 20)

Perchè hanno poca, pochissima vita sociale, gli sembra di lavorare e basta.

E qui apro parentesi…. perchè sono tornata full time, e devo perfezionare l’organizzazione della casa. Nell’immediato credo che getterò il divano e qualsiasi  dispositivo elettronico. Almeno farò i mestieri!
E apro doppia parentesi. Adesso gli sembra di lavorare e basta… perchè vivono tutti con mammà. E quando andranno a vivere da soli/convivere?

Qualsiasi cosa è un lamento. La pausa pranzo. I prezzi di un panino. Il costo del pullman. L’odore del treno (?). Il tempo “perso” tra il collegamento delle due città.

E qui, inerisco la prima e chiedo, se a questo punto dato che il lavoro è stabile (anche se ormai di stabile non c’è nulla a parte gli statali ma non sono questi i casi) non ti/vi conviene prendere un appartamento vicino al lavoro da condividere con uno  studente o un lavoratore nelle tue/vostre stesse condizioni?

APRITI CIELO.

Sei pazza? Ma sai quanto costano gli affitti a Capoluogo di Regione?

Sì, lo so.
E so anche che perdi 4 ore al giorno per andare e venire.
Che lavori in estrema periferia.
Che la sveglia suona alle 5 e che torni a casa alle 20.
Che vivendo vicino al lavoro guadagneresti in qualità della vita, quantomeno dormiresti due ore in più ogni santa mattina.

E queste cose non le so, perchè me le sogno di notte, ma perchè me le hai raccontate tu. In diciamo 395838504t80 mesi/messaggi.

Però, no.

A quanto pare, va bene tenersi una vita difficile, piuttosto che tentare di migliorarla.

Sono sempre più convinta di arrivare da un pianeta sconosciuto…

maggio 2012

Gli appuntamenti del mese:

  • tutto il mese a giorni alterni 3+2: iniezioni di ormoni per Lo Smilzo…
  • 09 ci sarà l’udienza per quella mia cosa con la magistratura… ne avevo scritto nell’altro blog… vi ricordate? Un’accusa pendente per furto e ricettazione (che poi, parliamone… ricettazione a chi? A me stessa?) …tenete qualcosa di incrociato per me?
  • 18 scadenza legale del mese di prova. Quando si può chiudere un contratto da entrambe le parti per qualsivoglia motivo… e io fino al 19 non dormirò sonni tranquilli
  • 20 shopping per Lo Smilzo. Quest’anno lo smocking lo prendo nero o bianco? Si accettano consigli!
  • 25 utlimo termine per gli esami del sangue… quest’anno ci va Marito. Se come l’anno scorso c’è la tipa che urlava e strattonava i bambini spero che Marito la sbrani. O spero che ci sia un’infermiera umana. (anche questo l’avevo scritto nell’altro blog… mammacherabbia!)
  • 31 pre ricovero e colloquio con l’anestesista, controllo delle analisi e preghiamo Dio che Lo Smilzo non si ammali sennò ci fanno slittare l’intervento.

Un bel mesetto pieno. Soprattutto per Lo Smilzo, che ancora non lo sa, ma verrà di nuovo sottoposto a tutto quello stress ospedaliero. Tutte quelle mani che lo toccano e tutte quelle persone che lo visitano controvoglia.

Incrociamo le dita!