…sull’inutilità di prendere certi treni

mi ricollego a questo post e ai commenti che molte di voi mi hanno lasciato.

“…io al posto suo sarei salita sul treno e sarei andata a festeggiare il compleanno di mia madre…”

Credo che sia inutile e deleterio prendere “quel” treno.

Vuol dire -secondo me eh!- che si accantona il concetto di matrimonio/famiglia/coppia.

Che dovrebbe fondarsi sul compromesso, sul “che palle andare da i tuoi, ma sei mia moglie e ti rispetto quindi vengo pure io”, anche sulla discussione che porta a confrontarsi, a tirarsi per la camicia ma alla fine a trovare il punto di incontro.

Prendere il treno e andare da sola a festeggiare con la famiglia di origine significa creare un precedente.

Significa che tal marito, tutte le volte che non vorrà fare qualcosa/andare da qualche parte con la moglie potrà sempre dire:
“vacci/fallo da sola, tanto lo sai fare/lo hai già fatto”

E non ditemi “ma tanto per una volta”, perchè una volta che lo specchio è incrinato non si ripara.

Salire su quel treno (o invogliare la moglie a farlo) per me significa mettere distanza.
Significa alla lunga condividere solo momenti vuoti.

[Per inciso, poi sono andati a trovare la mamma di lei dopo due settimane.]

Spero di non arrivare mai al punto di prendere un treno da sola perchè mio marito ha un altro passatempo da portare avanti.
Spero di continuare a divertirmi insieme a lui, come coppia, come famiglia, come parte di un gruppo affiatato.

Ci sono cose che possono essere fatte da soli, non dico che bisogna perdere l’individualità. Ma in un matrimonio non può essere sempre bianco o nero. Ci vuole elasticità.

Tra parentesi, stasera dovevamo uscire tutti insieme per un giro in città e una birra veloce , invece lui non ha voglia di uscire ”con tutto questo caldo” “e poi la mattina mi devo alzare presto” (invece noialtri ci grattiamo la panza.
Insomma, è un periodo che questo ragazzo è intrattabile. Non vorrei ci fosse qualche magagna sotto…

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Dissolvenze

Dissolvenza in nero

Mi sveglio per andare in bagno, sento piangere mia sorella nell’altra stanza. Sono le 4 del mattino.
“Cos’hai?”
“Niente.”
“Ma perchè piangi?”
“Niente”

Dissolvenza in nero

Siamo tutti insieme per festeggiare il compleanno della nonna, zii, cugini, Marito (allora Convivente), Fidanzato di cugina. Il pranzo è sereno, leggero, c’è un clima di festa e siamo tutti rilassati. Siamo quasi tutti rilassati. Mia sorella è lontana dal tavolo, perennemente al cellulare. Quando è seduta al tavolo ha l’occhio fisso sul cellulare
“ma lo metti via? Ci stai un po’ con noi?”
“No perchè devo mandare i messaggi a Marco altrimenti pensa che io non lo penso”

Dissolvenza in nero

Mi alzo per andare in bagno, la luce della cucina è accesa. Sento mia sorella piangere e mia madre urlare. Entrambe stanno piangendo e si abbracciano. Mia madre mi dice
“dillo tu a tua sorella, forse ti ascolta, dille di lasciare Marco. La sta solo prendendo in giro…”
“…non è vero”
” e non è questo il modo di vivere”

Dissolvenza in nero

Mia sorella mi chiama al cellulare, parliamo del più e del meno e poi mi dice che Marco l’ha portata a fare il giro delle agenzie immobiliari per iniziare a cercare una casa per loro due…
Dopo una settimana mi chiama nuovamente e piangendo mi dice che Marco adesso non si sente pronto per avere legami, che ha riallacciato i contatti con una ex dei tempi dell’università e pensa di trasferirsi in un’altra città

Dissolvenza in nero

Siamo ad una cena di famiglia, come sempre mia sorella o è al cellulare lontana dal nostro tavolo o si trova al tavolo con in mano il cellulare per mandare sms a Marco.
In un momento in cui è lontano chiedo a mio zio, in un modo piuttosto seccato di fare qualcosa, non posso essere sempre io a ricordarle le buone maniere, il modo di comportarsi.
Mio zio mi dice che in proporzione io non sto facendo nulla.
Che tutta la famiglia da mesi cerca di parlarle, di farle aprire gli occhi, le dice di finire questa storia malsana con le buone, con le cattive, con i ricatti e con le promesse.
Mia sorella è perennemente nervosa, arrabbiata, isterica, infelice.
Marco sta con lei a spizzichi e bocconi solo per gratificare il proprio ego.
La tiene lontana mentre si fa i fatti suoi e poi quando ha bisogno di certezze la chiama promettendole una vita insieme, un bene comune, una casa, dei figli.
Rimango di sale.
Essendo lontana e da sola non mi ero resa conto della gravità della situazione, io non ho mai messo in dubbio che mia sorella gli volesse bene, ma pensavo che questa storia fosse solo un po’ esagerata, non la consideravo una storia malata/sbagliata.
Quella stessa sera mi chiudo in camera con lei. Le dico come sto io con Convivente, le dico che volersi bene è spontaneo e che la normalità è volersi felici. Prima si vuol bene a se stessi e dopo è naturale volerne agli altri… e questa storia va a braccetto con il rispetto.
Se io per prima non mi rispetto come posso pretendere di essere rispettata da un altro?
Le dico che cinque anni di pianti non possono competere con pochi momenti di speranza per una vita insieme.
Che deve accettare la verità: lui non la vuole come compagna di vita, per lui mia sorella è solo una gradevole compagnia per sentirsi rilassato, è un porto sicuro in una notte di tempesta, ma non ricambia.
Per mia sorella lui non c’è mai stato. Mai stato con lei sul serio. Mi risponde che razionalmente sa che questa storia non andrà da nessuna parte ma che non riesce a lasciarlo, gli vuole davvero troppo troppo bene…

Dissolvenza in nero

Mia madre mi chiama al cellulare, piange così tanto che non riesco a capire… temo subito che sia successo qualcosa di grave. Quando riesce a calmarsi mi racconta l’ennesima notte passata accanto a mia sorella, tremante, piangente, isterica e arrabbiata.
Mi dice che mia sorella non vuole mangiare più, che la sera prima Marco le ha detto che deve finirla con questa storia di chiedergli di prendere una decisione, che gli sta rovinando la vita, che quando se la sentirà lo farà; nel frattempo mia sorella ha saputo che Marco ha iniziato a frequentare assiduamente un’altra ragazza. E mia sorella è tornata a casa in una condizione pessima, che mia madre le ha impedito di uscire nel cuore della notte perchè voleva andare da lui per avere spiegazioni su questa altra ragazza.
Sono rimasta di nuovo di sale, per questa mia sorella così fragile, così delusa, mi sembrava di vederla sull’orlo di un burrone senza che sapesse mettere un piede dalla parte giusta per tirarsi in salvo.

Dissolvenza in nero

Mi trovo nella mia città natale e esco con mia sorella per andare a fare una passeggiata, noto che allunga di molto il percorso, le chiedo spiegazioni mi dice che non vuole più passare davanti a casa di Marco

Dissolvenza in nero

Mi chiama al cellulare e capisco che sta tremando, prego che non sia ricaduta nel tunnel, mi dice che doveva andare al supermercato e nel parcheggio ha visto la sua auto ed è scappata via. Mi dice di aver paura, le chiedo per cosa debba aver paura e mi risponde “di tutto quello che potrebbe dire o fare”. Maledico la lontananza e il giorno in cui ho deciso di andarmene. Le dico di non preoccuparsi che è lui che ha sicuramente paura di lei, che quando stai dalla parte della ragione non devi temere nulla.

Dissolvenza in nero

Rimango incinta, e una volta al cellulare parlando dei possibili nomi mi dice “sai ho conosciuto un ragazzo si chiama così, ti piacerebbe come nome per il bambino?”
“sì mi piace, è un bel nome ma si chiama così anche un mio ex e io e Convivente abbiamo deciso di scartare i nomi dei/delle nostri/nostre ex”

Dissolvenza in grigio

Passano i mesi e mi accorgo che finalmente mia sorella sta guarendo da quella ferita. Adesso ha una storia stabile, anche se difficile vista la distanza con un nuovo ragazzo. Stanno bene, si piacciono, fanno progetti.
Ogni tanto Marco la chiama ancora ma mia sorella gli dice di non chiamarla più, di non interessarsi mai più a lei. Evita certe compagnie e certe amicizie per non doverlo incontrare.
Con i punti della Bottega Verde ritira un servizio di piatti… mi dice che le occorre per quando lei e Fidanzato andranno a vivere insieme.

Dissolvenza in grigio

A Natale 2011 si presenta con un anello al dito. E insieme dicono che si sposeranno dopo pochi mesi.

Dissolvenza in grigio

Questi mesi sono trascorsi tra i preparativi e l’organizzazione della loro nuova vita nella città dove lui lavora stabilmente

Dissolvenza in grigio

Dopo il matrimonio di cognata mi siedo a parlare con una zia di Marito. Le chiedo notizie della figlia, so che ha preso una brutta batosta anche lei ma che si è risollevata alla svelta. Mi racconta dei 15 anni d’inferno che hanno passato. La ascolto ed è come ascoltare mia madre, racconta esattamente quello che abbiamo passato noi come famiglia, mi racconta le notti passate accanto a lei per coccolarla, mi racconta degli svenimenti dovuti alle crisi di pianto. Mi racconta l’infelicità da genitore nel vedere una figlia infelice. Mi racconta dei tentativi falliti dei fratelli di aprirle gli occhi e l’impossibilità di prenderla sia con le buone che con le cattive. Mi racconta della goccia che ha fatto traboccare il vaso e dei due anni passati in terapia per risollevarsi. Mi racconta di questo nuovo ragazzo e dell’amore che prova per lei e dello stupore di lei per questo nuovo amore.
Che non era abituata a sentirsi amata, rispettata e considerata una persona.
Cominciamo a piangere e le dico che anche noi abbiamo passato e superato questo incubo.

Dissolvenza in grigio.

Il giorno del matrimonio di mia sorella sono un fascio di nervi, se mi fermo un minuto comincio a piangere. Riesco solo a pensare che adesso lei è felice, lei adesso ha un uomo che la ama.

Alla fine della giornata gli sposini sono passati da casa dei miei per bere qualcosa in tranquillità e fare due chiacchiere prima di andare a dormire. Ho approfittato dell’assenza di mia sorella per abbracciare Cognato, e lui nemmeno sa la profondità e il motivo di quell’abbraccio, di tutto quello che c’era dentro ma va bene così.
Io e mia madre ci siamo guardate negli occhi e abbiamo pensato le stesse cose.

Il passato è passato. Il dolore è finito. L’isteria dimenticata. Le notti passate piangendo sono state rimosse. L’angoscia non abita più qui.

Dissolvenza in bianco

uno di famiglia

Questa non mi è andata giù.

L’ho trovata profondamente, profondamente egoista.

Succede che una coppia di amici-amici ieri si è messa a litigare in modo un po’ pesante alla fine di un pranzo piuttosto tranquillo.

In breve, lei da febbraio gli sta chiedendo di passare insieme un fine settimana di relax con la sorella di lui, che ha la casa, diciamo in montagna.
Questa sorella è sempre molto disponibile e super affettuosa con la cognata (la mia amica), quindi nessun problema, amica e marito devono solo preparare un borsone e dire “arriviamo per le 10”.

No, non si può fare.
Il marito della mia  amica (anche lui molto amico!) ha un hobby, una passione che lo impegna almeno un giorno tutti i fine settimana… diciamo che fa birdwatching.

E passi andare in montagna.
E’ successo però che il mese scorso la mamma della mia amica ha compiuto un mezzo secolo. C’era in ballo un pranzo al ristorante con tutta la famiglia.

Lei (la mia amica) non è potuta andare (dista da sua mamma millemila chilometri, per andare bisogna stare almeno un giorno per recuperare il tempo e la stanchezza del viaggio) perchè il marito aveva il birdwatching.

E questo birdwatching è sempre al primo posto, insomma se non ci sono le gare c’è l’allenamento…

Ora. Apro una parentesi. E’ sacrosanto che ognuno di noi abbia una passione, una valvola di sfogo.
Ma questa passione non può sempre “rovinare” il fine settimana di tuo marito / tua moglie, no?

[altrimenti che ci siamo sposati a fare?]

Ho consigliato loro di calendarizzare il mese, un fine settimana si fa quello che vuole lui, quello di seguito quello che vuole lei e così discorrendo. A questa mia proposta si è subito contrapposto il diniego di lui.

A suo dire le donne rompono i coglioni.

Che lui ha un’unica passione.

E io volevo dirgli che lui ha pure un’unica moglie… che impari a trattarla con rispetto altrimenti fa il secondo divorzio.

Ma la cosa che non mi è proprio andata giù è che non ha voluto andare al compleanno della suocera perchè secondo lui “queste sono cazzate, chi se ne frega se ha compiuto 40 o 41 anni? Ci andremo l’anno prossimo se ne avremo voglia”

Sono costretta ad aprire un’altra piccola parentesi.
Lui non ha vissuto una bella infanzia, non voglio fare la psicologa da quattro soldi ma i fatti sono chiari.
Il suo papà se n’è andato che non era ancora in età scolare, dopo 10 anni ha visto i genitori tornare insieme per pochi mesi.
Poi di nuovo una separazione.
A tutto questo aggiungo le amanti che lui aveva in giro e che non si faceva pudore di nascondere ai figli.

Ora è normale che lui  non abbia l’idea della famiglia, io lo capisco e nei suoi panni anche io sarei insofferente se mi invitassero a pranzo tali e taluni parenti e vedessi nelle famiglie degli altri quello che io non ho mai avuto.

Però la mia amica ha avuto tutt’altro esempio.
Lei è cresciuta nella famiglia “classica e sana” lei ama sua madre, ama suo padre e soffre nell’essere lontana da loro, quindi le brillano gli occhi quando si avvicina un fine settimana da passare con i suoi genitori.

O almeno questo succedeva fino a che suo marito non ha scoperto il birdwatching!

E mi dispiace dirlo, ma lui è proprio uno stronzo!

 

Marito rientra a casa, noto immediatamente che il suo sguardo è diverso.

E’ successo qualcosa di brutto, lo sento…

Cerco di avvicinarmi a lui, di capire, di sapere.

Niente da fare, si rifugia in camera da letto.

Lo raggiungo e come un lampo mi viene alla mente cosa possa essere successo.

Ci siamo, il momento tanto temuto è arrivato… c’è un’altra donna tra di noi.

Glielo chiedo.

Lo conferma.

Così, senza drammi, senza scuse, semplicemente mi comunica che ama un’altra donna.

Il cuore comincia a battere all’impazzata e il sudore scende dalla fronte. Per il momento nessuna lacrima.

Gli dico che abbiamo un bambino,

“ma io voglio Lei”

Gli dico che ci siamo sposati, che se abbiamo qualche difficoltà dobbiamo stare in sieme per risolverla…

No. A quanto pare lui ha già escluso queste opzioni.

Vorrei offrirmi per saldare la complicità nel letto, ma non lo faccio a questo punto mi sembra di svendermi.

Gli occhi sono duri e fissi.

Dentro i suoi occhi non c’è segno di amore per me. Non più.

In un momento mi chiedo dove ho sbagliato, quando e come… ma si sta allontanando da me.

Persa per persa, gioco l’ultima carta… voglio sapere chi è questa che si è messa tra di noi.

Dice di averla conosciuta l’altra sera, e da allora pensa solo a lei. Anzi se mi faccio da parte esce per andarla a trovare.

Pare che gli farà conoscere le sue amiche.

Ottimo! Non c’è che dire.

Il fiato è corto, il cuore gonfio, la testa vuota, gli occhi asciutti. Io che sono una piagnona non sto piangendo.

E so perchè.

Perchè non c’è nulla per cui piangere.

E’ finita.

Così come è iniziata… in camera da letto.

Adesso una lacrimuccia mi scappa.

 

questo è quanto ho sognato la notte in cui Marito è andato all’addio al celibato, ovviamente mi sono svegliata piangendo, piangendo ho svegliato Marito e gli ho chiesto se avesse conosciuto qualcuno, se avesse in mente di lasciarmi…

“tu sei pazza”, ha bofonchiato prima di girarsi dall’altra parte…

A colazione gli ho ribadito che questa condizione non deve nemmeno sussistere.
Dobbiamo entrambi lavorare per tenere vivo il nostro amore, che il figlio non basta.
Che dobbiamo prenderci spazi e tempi solo nostri.

Mi sono rimessa a piangere, il sogno è stato quasi tattile…

Comunque… se avrà le ferie faremo un giretto io e lui lasciando lo Smilzo da qualche parte o a qualcuno, la cosa per me, adesso, non fa differenza!

di belle e caldissime giornate…

…di cui non è rimasta nemmeno una foto, forse ne ho due di Lady e Ranocchia…

Fotocamera sul tavolo ma eravamo così prese a parlottare fitto fitto e a bere Chianti (grazie Sara!) che ci siamo dimenticate di farci uno scatto.

Comunque, sapete che il Nin è bellissimo? E che il PG non è da meno?

Sappiate che i prossimi anni davanti alla casa della Puff verrà posizionato un eliminacode.
‘Sti ragazzi sono troppo belli e il PG ha già lo sguardo da “tenebroso”, questo cara Puff farà strage te lo dico io!

Sapete che il Nano non è nano per niente? E’ un altro bel ragazzetto con la vocina e i lineamenti del papà, ha preso una lumaca che “mamma ma stava già morta!” e l’ha portata in giro per un po’ di tempo, fino a che non ha pensato di fare la bomba con una bustina di maionese calvè!

E poi c’era una principessa… piccina, tutta rosa con tanti capelli neri e la riga di lato… mi fermo qui perchè la piccola ha dormito tutto il tempo (tranne due poppate) e non ha detto niente…

Poi i piccini del cuore, Richy ed Ele che hanno giocato tutto il tempo con Lo Smilzo…

E poi ragazze… ma che bello è sedersi ad un tavolo e parlare tra amiche?

Sara, Lady, Barbara, La Puff e io… con i mariti seduti in fondo al tavolo che hanno parlato tranquillamente tra di loro, con i bimbi che hanno giocato (quasi) senza far arrabbiare.

E che bello è quando finisce un pranzo ma il caffè ti regala ancora un po’ di tempo per abbracciare un’altra amica?

Eh sì, dovete sapere che la cara Luna si è sfranta di chilometri per raggiungerci e bere un caffè con noi.

Ragazze… ormai l’andazzo è preso, quindi calendarizziamo una volta ogni 3 mesi ma anche meno ok?