prove da vita con un adolescente

questo fine settimana abbiamo ospitato il nipote di Marito. Un diciassettenne.

Ecco, mi è sembrato strano.

Accompagnarlo sabato pomeriggio dalla morosa, poi portarli in centro. Aspettare che rientrasse con un occhio all’orologio.

Domenica mattina preparare la colazione “per tutti”, ricordargli di studiare prima di uscire, accompagnarlo dalla morosa e aspettare il rientro all’orario stabilito.

Sarà che il nipote di Marito è bravo, nel senso che studia senza doversi incazzare, è puntuale di natura e ha un temperamento pacato (tutto l’opposto della madre!) però, ecco pensavo che sarebbe stato peggio.

A parte che ha messo la borsina della spesa per terra quando poteva appoggiarla sul tavolo…
“Nipote! Eh! >.< C’è la roba da mangiare lì dentro….”
“ma zia, tanto è tutto sigillato…!

E così, pensavo che tra un po’ di anni anche io avrò un (spero 2) adolescente per casa. Con i suoi impegni, le sue necessità… la morosina!

Ecco… la morosina.

Ma voi al morosino/a di vostro figlio lascereste la casa libera? Io sarò presa da un attacco infinito di imbarazzo quando dovrò uscire di casa per “lasciarli da soli” perchè piuttosto che andare in camporella o pagare un Motel, meglio che lo facciano in casa.

Oddio ho i brividi…

Come gestirete la sessualità dei vostri figli? Ci avete già pensato?

Annunci

una voce di notte

…è quello che mi aspetta sul comodino.

subito dopo cena mi fiondo a letto e finisco di leggere l’ultima avventura di Montalbano.

Conoscete Camilleri? Vi piace? Se non siete nativi o non avete familiarità con il dialetto siculo, è facile che la lettura sia ostica.

Ma vale la pena iniziare a leggere e man mano le parole acquisteranno un senso.

Torna a galla la malinconia.

Basta un cognome, il nome di una strada, la descrizione del panorama, il cielo mattutino, il suo conzarsi la tavola sulla verandina, essere a pochi passi dal mare.

Ecco, ci sono cose che mi mancano tanto, tantissimo.

quindi, se avete difficoltà con Camilleri io vi aiuto volentieri… basta capire quei 5-6 termini difficili… poi spostate tutti gli accenti e l’intonazione della frase e rilassatevi.

Immergetevi nella Sicilia più profonda, lasciatevi trasportare attraverso cieli tersi e giornate con così tanto carattere che ti impongono un certo umore, cieli neri e tramonti infiniti.

E lasciatevi prendere dall’indagine, dal corso innaturale di alcuni eventi e degli innumerevoli saltafosso (sgambetti) che il commissario Montalbano tende ai sospettati quando non ha una prova che sia una.

Sorriderete delle sciarratine telefoniche tra Livia e Salvo…

magari cominciate con qualcosa di semplice:

Un mese con Montalbano

Perche’ questo libro si intitola “Un mese con Montalbano”? Perche’ a trascorrere trenta giorni in compagnia del noto commissario saranno i lettori: trenta infatti sono i racconti compresi nel volume. Non tutti si svolgono a Vigata’, il paese siciliano dove il commissario vive e opera. Alcuni narrano vicende accadute quando Montalbano muovava i primi passi nella sua carriera. Si tratta, allora, di trenta indagini, alcune veramente sui generis, ma , date le caratteristiche del personaggio, come poteva essere diversamente? Il campionario di delitti, premeditati o preterintezionali, inscenati, minacciati o semplicemente simulati, e’ quanto mai vario.
E a volte Montalbano arriva in tempo, a volte arriva troppo tardi. A volte la giustizia degli uomini cala razionale e tempestiva, a volte sono piu’ veloci la vendetta o il rimorso.
A volte come nella vita, non c’e’ intelligenza, ragione che basti a spiegare il mistero dei delitti e, in piu’ generale, delle azioni umane. Ogni caso risolto provoca soddisfazione o amarezza, perche si danno anche in cui forse sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, non sciogliere l’intrigo. La casistica e’ ampia. Sono delitti d’amore, d’interesse, mafiosi, o d’ambizione, di esaltazione, di esplosivo furore o di logorante quotidianita’. Li commettono vecchi e giovani, uomini e donne, belli e brutti, laacivi e moralisti, ignoranti e colti. Perche’ nel delitto c’e’ un’equanimita’ assoluta. L’unico denominatore comune in tanta varia umanita’ e’ forse solo l’attagiamento umano di un Salvo Montalbano che alla fericia della vita oppone, con il suo personalissimo tratto stilistico impastato di lingua e dialetto, con la sua morale fatalista ma non rassegnata, le logore eppure sempre acuminate armi dell’uomo: l’intelligenza, l’ironia, la pieta’.

descrizione tratta da “Camilleri Fans Club”

Amicizia non è sentirsi tutti i giorni, ma volersi bene tutti i giorni.

 

No, così. Ve lo volevo dire.

Ci sono notizie in arrivo che vorrei prendessero forma. E questa volta non sarà la forma del mio corpo.

E sta tornando a mille la voglia di una gravidanza.

Ieri ho passato la pausa pranzo a guardare le foto di Lo Smilzo bebè. E le uniche due foto dove ho il pancione.

E mi sono ripromessa che quando sarò di nuovo incinta farò una foto ogni settimana.

Guardavo le foto de Lo Smilzo che qui 2 mesi, qui sono 8, qui era il compleannno, oh guarda eravamo sul lago…

E mi è venuto un po’ di magone. Perchè mi sembra di essermi dimenticata tutto di questi tre anni. 

Se non ci fossero le foto a ricordarmi quel colore dei suoi occhi così particolare che aveva…

Se non ci fossero le foto a ricordarmi meravigliose tutine di ciniglia e pigiamini azzurri. ecco basta, che tra poco mi scende la lacrimuccia, poi mi vengono gli occhi da panda, poi i colleghi mi chiedono chi mi ha picchiato…

Dicevo? Ah sì. La seconda gravidanza.

Il concepimento è fissato a settembre 2013.

Massimo massimo ad ottobre.

Sappiatelo!

caro week end & quasi Natale

….tra un po’ andrai via e già mi manchi!

sabato passato tra le solite commissioni e per fortuna una colazione con le amiche.

Oggi totale totale relax.

mi sono tolta il pigiama per mettermi la tuta.

Voglio togliermi la tuta solo per rimettermi il pigiama.

Voglio solo riposarmi un pochino… ché da domani si ricomincia a correre.

quasi quasi torno a letto.

Vorrei fare qualcosa per questo Natale.

Una volta avevo realizzato dei disegni a punto croce e li avevo attaccati su biglietti di auguri. Un successone.

Sempre a punto croce, ogni anno mi riprometto di pensarci per tempo e realizzare un bel centro tavola, o qualcosa per Lo Smilzo con Babbo Natale, e ogni anno arrivo in ritardo di una vita.

Quest’anno vorrei cominciare. Scegliere un paio di disegni facili facili e trovarmi a Natale con il mio centrotavola…

ce la farò?
E voi? Quali sono le cose che vi ripromettete di fare e non portate a termine?

punto e a capo

Succede che lavoro in una realtà fatta di pochi italiani e tanti extracomunitari… indiani, pakistani, cingalesi, marocchini, 

Succede che vedo le ragazze lavorare, e guidare l’automobile, e mettersi rossetto e mascara, le vedo ridere e parlare con tutti i colleghi.
Succede che ti accorgi che le etnie sono diverse ma noi siamo tutti uguali, … ed è confortante!

Succede che una di loro abbia un filarino/cotta/tresca con un ragazzo più grande ma di una etnia e religione diversa.

Succede che i suoi di lei lo vengono a sapere attraverso faccialibro e dopo avergliele suonate cerchino di uccidere lui, fortunatamente senza riuscirci. 

Succede che mesi dopo averle prese, questi due ragazzi si organizzino per bene e un giovedì qualsiasi, lui con un permesso malattia, lei con un altro permesso spariscano insieme dalla faccia della terra.

Succede che i suoi di lei non possano fare nulla. Da dove scrivo bastano due ore per lasciare l’Italia, 4 in treno per raggiungere la capitale, insomma si può far perdere le proprie tracce.

Succede di essere felice per questa ragazza, perchè una vita come doveva condurla lei, incatenata a radici e tradizioni e religione che ti tolgono rispetto e dignità, che ti pongono sullo stesso piano di una bestia, perchè per quegli uomini le donne sono come bestie e non di più  non la auguro a nessuno, succede che auguri con tutto tutto tutto il cuore a questa ragazza di potersi scegliere la sua vita, il suo lavoro, l’amore…

Succede che non hai finito di gioire per una piccola vittoria femminile in un ambiente così ostruso che le colleghe non italiane ti raccontano la cruda verità.

E’ vero che lei ha fatto perdere le sue tracce, ma i suoi di lei hanno ritirato la di lei sorellina dalla scuola, picchiato a più non posso la di loro madre, perchè certamente, è stata colpa della madre se questa ragazza è venuta su così, ed è scappata di casa, succede che tutto questo si svolge davanti agli occhi di un fratellino piccolo ma non troppo.

Succede che così non si finirà mai, succede che siamo sempre punto e a capo. Non si fa in tempo a conquistare qualcosa che bisogna già fare i conti con la contropartita.

Ho il magone da due giorni. Quella ragazzina ritirata da scuola e quella mamma malmenata non mi fanno dormire di notte.

Qual è il modo per uscirne? Qual è il modo per risolverla? Quando arriverà il momento in cui finiranno le botte, finiranno i matrimoni a 16 anni, finirà il dominio dei padri, fratelli, zii e cugini? Quando le donne alzeranno a loro volta la testa e la voce e perchè no, anche le mani. Io sono contro la violenza ma quanno ce vò ce vò!

Lei se n’è andata, e non la posso biasimare. Ma ha condannato la sorellina ad una vita tra quattro mura, o bene che le andrà un matrimonio combinato a 17 anni, sempre per tenerla incatenata ma da un altro uomo, magari più vecchio, e se dico vecchio intendo proprio vecchio.

siamo punto a capo…

Il forno nuovo

premessa
quando abbiamo comprato casa la cucina faceva già parte dell’arredo. Essendo stata costruita su misura i vecchi proprietari l’hanno lasciata lì (inglobando ovviamente il prezzo nel costo totale, e ci mancherebbe!); se avessimo avuto la nostra l’avrebbero smantellata e chi s’è visto s’è visto.
Non avevamo i soldi per una cucina nuova e abbiamo accettato molto, molto volentieri di comprare la loro.

fine premessa

Ed è una signora cucina.
Però.
Però da un paio d’anni dico che vorrei cambiare il forno.
Perchè non lo sento mio.
Perchè è comunque un forno usato per anni e anni.
Classe energetica.. se esistesse la doppiazeta ecco sarebbe quella.

Se accendo il forno devo ricordarmi di non accendere nulla.
Ma proprio nulla eh, infatti la torcia è sempre pronta… ogni 2 per 3 va via la luce.
E poi non riesco a pulirlo come vorrei.
E ho provato di tutto, e ho provato tutti i prodotti.
Ditene uno, che sia in commercio o che sia un rimedio della nonna io l’ho provato e non ha funzionato.
La placca del forno è opaca a chiazze più opache.
So che è pulita. Ma a prima vista sembra unta e bisunta.
La griglia è a tratti arrugginita (e qui credo sia colpa mia, ho sfregato con pagliette e sgrassatori così aggressivi che evidentemente ho fatto un danno)
Il doppio vetro del forno è sporco…. all’interno.
Non all’interno del forno, proprio tra i due vetri… come cazzo ci sarà finita una macchia in mezzo a due vetri temprati?

Insomma avete capito…

L’unica cosa che mi frenava è che volevamo vendere.
E intanto sono passati due anni.
Due anni con la torcia pronta, due anni di bollette estreme, due anni a far finta di non vedere quelle chiazze…
[Il mio forno è a colonna, quindi per voi sarebbe in basso, ma per me è ad altezza occhi… e tutte le volte che passo da lì mi cade sempre l’occhio.]
Due anni senza poter accendere contemporeanamente più elettrodomestici…
Ad esempio ieri ho fatto partire lavatrice e lavastoviglie nello stesso momento e mi sono pure asciugata i capelli senza che la corrente saltasse.. ecco!
Tutte le volte che voglio infornare qualcosa di veloce, una teglia di muffin, un plumcake, una merenda/colazione per Lo Smilzo…eh no, devo aspettare che la lavatrice finisca, eh no devo staccare il ferro.. e che diamine!

Insomma avete capito…

Io e Marito (soprattutto Io) abbiamo deciso che è ora di acquistare un forno nuovo.
E metteremo da parte il forno vecchio, e tra mille anni, quando venderemo casa, sostiuiremo i due forni.
E compreremo la nuova cucina senza forno, e se non si potrà fare daremo uno dei due forni nuovi in beneficenza.

Marito ha detto di voler aspettare una promozione, peccato che stiano sempre in promo volantino frigoriferi e televisori…
Io un forno in promozione io non l’ho mai visto… e voi?

E vi lascio concludendo con questo pensiero:

Capisci di essere invecchiata quando per il tuo compleanno speri che tuo marito ti regali un forno nuovo al posto di un gioiello.

NdA
Marito mi ha regalato un gioiello, bello eh mica no….

Io però desideravo il forno 😦