cosa succede in 30 giorni

un mese fa la collega dell’altro ufficio pestava i piedi, girava i tacchi e andava a casa.
Un medico consenziente firmava una malattia che andava fino al 31/12.

Mi sono trovata io nella merda. Per far filare la logistica e le consegne ho dovuto fare il suo lavoro lasciando indietro il mio.
il 2 gennaio è venuta al lavoro chiedendo di poter essere licenziata per prendere la disoccupazione.
La titolare ha accettato a patto che restasse fino al 31 gennaio per inserire una nuova risorsa.

il 4 gennaio questa collega si rimette in malattia fino al 19 gennaio. Sempre lo stesso  medico consenziente le firma il certificato.

Annego nel mare di merda in cui mi ha lasciato.
La cara collega non ha lasciato una mail, un post it, un pizzino .. nulla.
Non sapevo niente del suo lavoro o del punto in cui era arrivata.
Per reperire una informazione ci mettevo delle mezz’ore, e sempre con la paura di sbagliare.

Il mio lavoro è rimasto sempre più indietro. forse è il peggiore mese della mia vita lavorativa, se la gioca con l’ultimo mese di mobbing del 2007… ma ci siamo molto vicini.

E questo il lavoro.

 

Poi ci sono state le Feste.
Che quest’anno ho sentito poco e niente.
In un anno in cui desideravo stabilità e affetto ho visto che i miei hanno dato più peso e importanza ad altre cose.
Anche solo chiamarmi il giorno di Natale [promessa fatta da loro] per gli auguri “ah sì ma eravamo al ristorante e c’era casino” quindi… nulla eppure mi avevano detto loro che mi avrebbero chiamata.
Sempre scema io che me la prendo per queste cose.

Feste che ho passato con il cervello staccato per riprendermi dalle emergenze lavorative. Non ho nemmeno cucinato, non ho fatto niente di niente.

Mi sono arrabbiata anche con Marito. nonostante tenesse lui la fotocamera e abbia un cellulare di ultima generazione secondo voi abbiamo delle foto insieme di Natale? No, perchè se non ci sono io che gli punto una pistola alla tempia lui non ci arriva.
Non abbiamo una foto di Natale 2012 di noi tre insieme.
A quanto pare sono solo io che mi rattristo per questa cosa.

Lo Smilzo va a scuola dal 7 gennaio. Non ha ancora avuto una crisi. Va volentieri a scuola e noi ogni sera scopriamo un pezzetto di questo suo nuovo mondo. Ci racconta degli altri bimbi, e le canzoncine nuove, e quello che mangia…
ogni sera ci regala una emozione diversa.

Le maestre sono contente, non sembra un bambino cresciuto dalla nonna, al di là del carattere socievole si sono stupite del fatto che finisce tutto quello che ha nel piatto e che adora frutta e verdura 🙂

Nel mentre abbiamo deciso di non vendere più la casina. E abbiamo deciso di viverla come più ci pare… e per questo abbiamo chiamato un muratore che ha sventrato il piano terra. ancora mi chiedo chi ce l’ha fatto fare…

Ma sono fiduciosa. Noi sopravviveremo a tutta questa calce, noi saremo in grado di sopravvivere con le stoviglie ridotte al minimo. Tutto quello che abbiamo si misura in gruppi di 3: tre piatti, 3 forchette, 3 bicchieri…

Sono pure senza cellulare perchè Marito non si ricorda più dove è “finito” il caricabatterie del nokia.
Quindi se stasera tornando a casa finirò in un fosso in compagnia di topi e nutrie non potrò nemmeno chiamare i soccorsi. Dovrò aspettare che qualcuno si accorga di me (con il buio, con la nebbia) o sperare che un cacciatore non mi scambi per una nutria e non mi abbatta.

Ringrazio quelle di voi che mi hanno cercata sui vari canali… no, non sono sparita.

I vostri messaggini sono stati come bacetti sulle guance, già sapere che ti vogliono bene ti fa stare meglio.

🙂

a presto… spero!