La reazione che non ti aspetti

Non abbiamo potuto fare l’ultimo intervento previsto per lo Smilzo.
L’ultimo intervento previsto per Lo Smilzo è rimandato.

L’ultimo intervento per Lo Smilzo è stato rimandato a causa di una otite non risolta.

Per guarire questa otite non risolta l’otorino (in accordo con il chirurgo, entrambi in accordo con il medico) ha prescritto una puntura al giorno per 5 giorni e un lavaggio esterno due volte al giorno per 3 giorni.

Una passeggiata. Se non fosse che le punturine sul sederino gliele fa la sottoscritta.

Ora, io non sono una mamma zuccherosa, al limite potrei essere zuccherina, ma non è questo il post adatto.

La cura l’ha prescritta il medico e va seguita. Non ci sono scorciatoie.

La prima l’abbiamo fatta così…
La seconda non l’abbiamo potuta fare perchè Lo Smilzo ha contratto così tanto il muscolo che si è piegato l’ago…
La terza l’abbiamo fatta ieri sera. Subito dopo la puntura Lo Smilzo, che urla (GIUSTAMENTE) a più non posso e passa da “lasciami stare” a “mettila via” a “non mi toccare” mi ha guardato con gli occhi ancora pieni di lacrime e mi ha detto “hai visto che non è successo niente? E’ come un pissssico” e lì mi sono messa a piangere io. Mai mi sarei aspettata questa reazione.
Oggi pomeriggio eravamo al super. Alla cassa abbiamo preso due ovetti kinder.

“mamma me li dai?”
“amore, l’ovetto lo vuoi mangiare dopo cena oppure dopo la punturina?”
“dopo la punturina. Mamma la facciamo domani la punturina?”
“no amore, dobbiamo farla stasera”
“allora facciamo la punturina, papà tirami giù i pantaloni”
Ci guardiamo sbalorditi… io colgo la palla al balzo, preparo il tutto e Marito si mette in posizione.
Sembra andar bene, seppure Lo Smilzo inizi (GIUSTAMENTE) a piangere come sopra… Faccio la punturina ma Lo Smilzo si muove troppo, l’ago esce. Mi metto a piangere io… adesso dovrò fargliene un’altra per finire di dargli l’antibiotico.
“mamma hai visto non è successo niente….”
“amore no, guarda, la medicina è ancora qui, tu però non ti devi muovere altrimenti ti fa più male”
“mamma io non la voglio fare più la punturina”
“amore… lo so, hai ragione, ma la dobbiamo fare”
Lo smilzo si rimette a piangere e va da solo da Marito e si rimette in posizione.
La seconda punturina va bene.Riesco a dargli tutto l’antibiotico prescritto.
Alla fine mi abbraccia e mentre insieme diciamo “papà buttala via!!!!” andiamo sul divano… quando non ci sono tracce di iniezioni, disinfettanti, cotone ecc. lo porto al tavolo e gli dò un ovetto. E dopo lascio che mangi pure il secondo (era per me…).

domani facciamo l’ultima punturina.

Io ho un bambino straordinario. E’ coraggioso più di un adulto. Anche dopo episodi così continua ad avere fiducia in me. Nonostante sia io quella con la siringa in mano.

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a prima vista

A prima vista…

 

Settimane fa siamo stati alla nostra prima festina di compleanno di una amichetta de Lo Smilzo.

 

Una sera Marito torna a casa con questo delizioso invito tutto rosa “me lo hanno dato a scuola, questa bambina è nella classe de Lo Smilzo”

 

Valutiamo se andarci o meno, alla fine ci siamo andati.

 

Ora.

 

E’ nella classe de Lo Smilzo una sega. La bambina frequenta l’ultimo anno di asilo, a settembre andrà a scuola.

I genitori di questa bambina hanno invitato tutti i bambini di tutte le classi dell’asilo (tre sezioni).

 

C’era il gruppo dei genitori dell’ultimo anno (passatemela) e lungo le pareti della sala c’erano (seduti) i genitori di tutti gli altri.

A me, e credo anche agli altri è balenata l’idea “ma che ci hanno invitato a fare?”.
Siamo andati pensando fosse un’occasione per socializzare con gli altri genitori mentre i bambini giocavano tra di loro.

 

Lo Smilzo è stato più di 40 minuti attaccato alle gambe di suo padre perché lì dentro non conosceva nessuno.
I bambini grandi giocavano tra loro con giochi da grandi (com’è giusto che sia) e gli altri bambini erano sullo sperduto andante.

 

Solo verso la fine Lo Smilzo si è unito ai grandi mentre giocavano con una pista di automobiline.

 

La festina è durata tre ore circa.

 

I genitori della festeggiata ci hanno detto “grazie, non dovevate” quando abbiamo dato il regalino alla bambina e “già ve ne andate?” quando siamo andati via.

Tra la prima e la seconda frase sono passate circa tre ore.

 

Tre ore in cui siamo stati seduti lungo le pareti della saletta, tre ore che abbiamo passato a guardare altri genitori sempre seduti lungo le pareti della saletta.

Nessuno ha presentato nessuno.

 

Con i genitori che avevamo accanto è intercorso qualche commento “la pizza è buona?” “con i palloncini ci si diverte sempre”.

 

Ad oggi mi chiedo il senso di tutto questo.

 

Voi che avete figli grandi, quando avete festeggiato il compleanno di vostro figlio/a avete invitato la classe o tutto l’asilo/scuola?

 

Non lo so, mi è parso, dico così magari sbaglio…. Che siano stati invitati così tanti bambini per un “raccolto” maggiore.

 

ci sono cose…

…in movimento [sì, un po’ è colpa della pasta&fagioli].

Lo Smilzo comincia a leggere, aspetta lo scrivo meglio…

Lo Smilzo inizia a saper leggere…

“mamma come c’è scritto? F di fiore, Rrr di Roberto, I di isola, Zzzeta di zio, Zzeta di zio, A di Alessandro, la Nnn di nonno, la T di trenino, la E di elefanteee… mamma, come c’è scritto?”

“amore si legge F-R-I-Z-Z-A-N-T-E ”

” ahh, frrrisssante…”

ed è tutto un “qui come c’è scritto?” “qui come si legge?”

Volantini, insegne, posta, pubblicità, scatole di alimenti… tutto tutto.

Adesso, posso essere orgogliosa del mio bambino?

 

famiglia

la famiglia è la cosa peggiore che ti può capitare nella vita.

se non fossi andata a vivere e millemila leghe lontano da loro in questo momento sarei in manicomio, in prigione o sottoterra.

Io ci provo, giuro che ci provo. Giuro che ci sono periodi in cui parlo solo del tempo e di cosa mangio io/mangiano loro.

A un certo punto mi “dimentico” di avere una famiglia che non brilla per comunicazione, non supporta, non comprende.

Mi dimentico e dico la mia. Dico la mia su una cosa che mi sta a cuore, chiedo una cosa di cui non so nulla, chiedo spiegazioni per una situazione che non è chiara, insomma parlo. Attenzione: parlo con la mia famiglia, non mi è (finora) capitato di parlare di cose della mia famiglia con estranei. Da me non esce nulla. Tutto ciò che mi viene in mente viene discusso con loro, quindi (in teoria) all’interno della famiglia si potrebbe comunicare, discutere, trovare un punto di incontro (o rendersi conto del disaccordo) e poi andare avanti.
Avete una famiglia così? Una famiglia in cui i problemi si risolvono parlando? Si risolvono discutendo? Si risolvono litigando? Quindi avete una famiglia in cui i problemi si risolvono?
Beati voi, vi invidio tantissimo.

Nella mia famiglia di origine i problemi si risolvono dimenticandoli. Ogni problema, ogni disaccordo, ogni opinione diversa si gestisce con urla (e di solito vincono gli altri perchè io mi arrendo) si gestisce con “non ti devi impicciare” “non ti deve interessare” “fatti la tua vita”.
E con famiglia di origine io includo anche mia sorella.

Con la quale da oggi parlerò solo del tempo e di cosa mangio io e che cosa mangia lei.
Fichissimo. Avere una sorella e rapportarsi con lei come con l’altra mamma che incontro quando porto Lo Smilzo al parchetto. Una sorella che va gestita come si gestisce un’estranea incontrata in un posto pubblico e con cui si deve fare un minimo di conversazione “non ci sono più le mezze stagioni” “io ci mezzo il trito di manzo nelle polpette e tu?” “certo che quest’anno la sagra del paesello è stata davvero deliziosa”
cose così.

intanto piango da ieri mattina, mi sono addormentata piangendo e stamattina ero uno straccio. Ho fatto il peggior risotto della storia, segno che anche il risotto ha risentito del mio malumore, patema, panico, pessimismo, angoscia profonda e lacrimazione ininterrotta.

Specifico famiglia di origine perchè per grazia di Dio ho un marito che mi sostiene, mi appoggia, mi fa pat pat sulle spalle, asciuga le mie lacrime e porta Lo Smilzo a giocare di là per farmi sfogare lontano dai suoi occhi.

Vi autorizzo a uccidermi se mai diverrò una persona come mia madre/padre/sorella. Se non volete farvi scoprire ingegnatevi qualcosa ma uccidetemi. Ve ne prego.

Nello specifico ho parlato con mia sorella di una cosa che mi turba (mi turberà in futuro, ora non mi turba più perchè sono uscite fuori soluzioni che fanno passare il mio turbamento, ma di queste soluzioni io ieri mattina non ne sapevo nulla, nella mia famiglia di origine sono sempre l’ultima a sapere le cose… sarà che non mi intrometto!)
questa cosa che mi turbava poteva essere risolta da mia sorella.

Ma a mia sorella non interessa nulla. E’ partita per la tangente, si è messa a piangere, crisi isterica.
Mia sorella si è sfogata con mia madre e potete fare tranquillamente 1+1
insomma. sono venuta al patto con i miei che li devo considerare solo come estranei [estranei]. Che devo farmi la mia vita e basta.
Idem devo fare con mia sorella. Devo avere un rapporto fatto di “cosa hai mangiato” “com’è il tempo?”.

Bastava dirlo.
Bastava dirlo prima e io mi regolavo.

Sparatemi la prossima volta che penso di avere una famiglia.

Smettela di farmi soffrire.