Green

Partendo dal presupposto che quando acquisto qualcosa acquisto anche un rifiuto ieri al super mi sono imbattuta in questo.
Solo perché quasi sbattevo davvero contro l’espositore…

 Io prendo già il detersivo per i piatti direttamente dal dispenser dell’Iper.

 All’Ipercoop ho visto che sono disponibili anche le ricariche da 2L del sapone lavamani, e la ricarica del detergente intimo ph fisiologico.

Prima compravo il normale sapone liquido in offerta.
Adesso mi sono stancata di buttare inutilmente questa plastica.
Sabato andrò a prendere una di queste ricariche.

Abbiamo quasi finito le scorte di ammorbidente.

Finito quello acquisteremo il flacone e prenderemo l’ammorbidente sempre al dispenser.

Una piccola vittoria: ho portato questa mentalità in azienda. 
Alla moglie del capo ho fatto vedere che costa meno acquistare 5L di sapone lavamani invece che di volta in volta prendere il classico flaconcino che si mette in bagno.

Le ho fatto solo un discorso dal punto di vista economico.
A quanto mi risulta non hanno una mentalità green.

Yuppi! Prossimo step è convincerli a acquistare le ricariche anche per il lavapavimenti e per gli specchi.

 Comunque.
Dicevo che all’Iper ho trovato la confezione della Sutter in prova:

1 sgrassatore marsiglia
1 vetri/specchi
1 lavapavimenti.

In tot € 2,5

Se mi soddisfano mi convertirò definitivamente a questi concentrati.

Dato che fino ad oggi sia per lo sgrassatore che per i vetri/specchi prendevo le ricariche del mio spruzzino… ChanteClair/Vetril ecc.

e come dicevo prima mi sono stancata di buttare pure questi flaconi vuoti.

Il concentrato della Sutter ha minore impatto.

Se ci convertissimo alle ricariche risparmieremmo un sacco di plastica.
Abbiamo l’opportunità di lasciare ai nostri figli un pianeta poco poco più pulito…

Ho visto anche questi video  2 3 

Cambiando argomento ma restando in tema sto facendo il giro delle farmacie della zona.
Voglio prendere la coppetta vaginale.

Sia per il discorso economico che per il discorso rifiuti.
Più forum giro, più pareri leggo e sempre più mi convinco che è un acquisto da fare.
Voi la usate? Siete soddisfatte?

Mi è anche presa la mania delle talee… 
mi sento green e con tanta voglia di diventarlo ogni giorno più!

ci penso vorticosamente

Qualcuno ha detto che il piacere dell’attesa è esso stesso un piacere.

 Voi ci credete?

 Sono giorni turbolenti. Al lavoro sta succedendo tutto e il contrario di tutto.

Nel mio cuore c’è una direzione ben precisa. Nella mia testa ci sono tanti dubbi. Logistici. Pratici. Niente di insormontabile [cit].

Dopo settimane di buttarla lì con Marito e vedere la reazione [sì a settembre. Sì però sai che mia mamma non potrà più tenerlo come ha fatto con Lo Smilzo. Sì ma io non voglio pagare il nido. Sì ma…] Insomma Marito è favorevole a questo secondo figlio MA…

 Anche lui ha un cuore d’asino e uno di leone. E di questi tempi come si fa? Stiamo mettendo tutti fieno nel fienile. Abbiamo una fottuta paura del futuro… la cronaca nera messa in prima pagina non ci aiuta.

 Però [eh sì, se lui ha i ma io ho i però…]

 Però ieri senza programmarlo gli ho parlato di getto. Gli ho parlato d’istinto.

Gli ho detto tutto quello che non mi va.

Non mi va più che Lo Smilzo mi veda nervosa e stressata.

Non mi va più vederlo 15 minuti al mattino e due ore la sera.

Non mi va più avere un porcile in casa.

Non mi va più avere gli incubi per via del lavoro […devo aggiornarvi… ve l’ho già detto che succede tutto e il contrario di tutto?]

Non mi va più di farmi il mazzo per una fantomatica sicurezza futura (pensione) che io non prenderò mai.

Al limite prenderò la reversibilità. Ma una pensione mia, quella non la percepirò mai.

(a meno che, certo non cambi qualcosa in Italia… lasciamo una porticina aperta…)

Non mi va che il secondo figlio/a finisca al nido già a 3 mesi.

Non mi va che il secondo figlio/a mi percepisca 15 minuti al mattino e un paio di ore la sera.

Io mollo.

Io decido di dedicarmi alla famiglia e non al lavoro.

Marito mi ha fatto ricordare tutto l’entusiasmo di quando mi hanno messo a TI… appena un anno fa… “peccato… avevi trovato un lavoro qui vicino a TI”

Lo so. E che non lo so?…. Volete che non sappia cosa c’è lì fuori? Volete che mi sia scordata la disperazione della disoccupazione? E magari me ne pentirò…  Più per un discorso economico che non altro…

 Però.

Però ho deciso che mi troverò qualcosa. Ancora non so che cosa. Cioè so che cosa vorrei trovare ma non so ancora come. O quantomeno so il come e sono certa della fattibilità ma per adesso è un discorso teorico. E a me i discorsi teorici quadrano che è una meraviglia… [giusto ieri immaginavo di vincere al Milionario – gratta e vinci, non immaginate nemmeno come mi ero immedesimata. Ero proprio pronta a fare tutti i miei progetti, a spendere, investire, sistemare questo e quello… poi però mi sono dovuta alzare dal divano e fine. L ]

 Certo l’IDEALE sarebbe il part time, ma pare che ci siano più probabilità di vincere davvero alla lotteria…

 Marito ha capito il mio disagio. Mi ha detto che la scelta è solo mia ( e un po’ ci sono rimasta male perché questa scelta influenzerà tutti noi… quindi dobbiamo prenderla insieme ), che gli piacerebbe se conciliassi casa e lavoro. Gli piacerebbe che avessi un’entrata fissa almeno per coprire le spese del mutuo (come dargli torto!), che è vero che non è eterno, però intanto mancano  un po’ di anni per finire e una entrata che fa fronte a quello è importante…

 Io non so se valga più la pena aspettare settembre. Dato che vedo gravidanze ovunque. Neonati ovunque. Donne incinte che sbucano da ogni dove. Sto diventando ossessionata. Il pensiero del secondo mi sta trapanando il cervello da parte a parte, ieri notte mi è fin sembrato di sentirlo piangere… e poi mi sono ricordata che la vicina ha appena partorito… e questo mi ha confortato… almeno non sono pazza!

 Abbiamo deciso di accogliere il/la secondo/a figlio/a da adesso.

Senza fare l’ammmore per forza.

Asseconderemo i nostri ritmi e i nostri desideri.  

Quando arriverà sarà il/la benvenuto/a.

 

🙂

 

il nodo che non si scioglie

volevo raccontarvi un po’ di cose, e sono bloccata.
Sono bloccata perchè da quando ho letto il post della Puff “l’amore di un bambino” sono sospesa.

E sono due notti che non dormo, ma diamine questa notte io dormirò! Non mi farò consumare da quello che è stato e da quello che poteva essere…

Io ero una bambina felice. Come la Puff descrive il Nin, io ero una bambina felice come Lo Smilzo quando si addormenta addosso a me, si sveglia improvvisamente, alza la testa mi guarda e ritorna giù a dormire.
Io ero una bambina amata, molto molto amata. Ero coccolona e coccolata. Specialmente dalla mamma. Non che mio padre non mi volesse bene. Erano altri tempi, i papà lavoravano e non era un compito loro giocare con le figlie. Era normale.
Io ero una bambina felice. Mi ricordo ancora i pomeriggi passati sul divano a fare un pisolino. Io e la mia mamma abbracciate… mi ricordo che mi sentivo bene, tranquilla, in pace, appagata.
Questo è un pensiero col senno di poi… a 5 anni sapevo solo che stavo bene, oggi riesco a descrivere meglio il tutto.
Sono stata una bambina felice penso fino a 13 anni… poi qualcosa si è rotto.
non voglio tornare di nuovo sul perchè, sul percome, sulle colpe, sul torto e sulle ragioni.
Ormai non mi interessa più.

Io credo di aver capito.
Io credo di aver capito che parte della rabbia che covo nei confonti di mia madre sia qui.
Il nodo che non si può sciogliere è questo.
Nessuno potrà porre rimedio a questo.
Nessuno potrà compensare l’amore che non ho [più] sentito.

Ero una bambina amata ma non sono stata una ragazzina amata, non sono stata una adolescente amata.
Ad oggi non mi sento come una figlia che è stata amata.

Eccolo qui il trauma.
Mi sentivo amata e d’un tratto non ho più sentito amore.
E non mi mancava nulla. Avevo i libri che chiedevo, [i vestiti,quelli no perchè prendevo quelli che mia sorella non usava più…, per fortuna questo meccanismo non si applicava alle scarpe e per grazia di Dio a un certo punto questa tortura è finita…], uscivo con le amiche, si cenava tutti insieme, si pranzava tutti insieme, stavamo con i nonni, con gli zii, andavamo al mare tutti insieme, festeggiavamo i nostri compleanni, il Natale.
Eppure.
Eppure a 13 anni si è rotto qualcosa.
E non si è rotto gradualmente. Si è rotto in un preciso momento.
E da lì i nostri rapporti sono andati allo sfascio completo.

Seppure sia convinta che ognuno di noi è un’isola non riesco a non rapportarmi e fare paragoni con gli altri.
Dall’adolescenza ci siamo passati tutti.
Prima come figli e poi come genitori [ci passerò anche io, è solo questione di tempo]
Perchè solo io sono rimasta così arrabbiata?
Perchè solo i nostri rapporti non si sono ricostruiti?
Perchè su molte isole si costruiscono ponti e sanno arginare tempeste e su altre no?
Questi ponti si costruiscono dalle due estremità o da una parte sola un mattoncino alla volta fino a che non si raggiunge l’altra isola?
E se sì… non dovrebbe essere quello più esperto a costruire il ponte? E se il ponte cade la prima volta se ne può costruire uno nuovo?
Sulle macerie del primo?
O bisogna pulire bene e costruire dall’inizio?
Ma se uno i ponti non li sa costruire?

Forse devo solo rassegnarmi. Dopo tutto sono stata più fortunata di chi magari non si è sentito amato nemmeno da bambino.
Devo andare oltre. Devo accettare che i collegamenti con qualche isola saranno saltuari. Con altre isole ho costruito ponti con calce e cemento. Si vede che doveva andare così.

Comunque, i rapporti con i miei sono ancora quelli. Mi è stato detto di essere un’estranea e a questo mi attengo. Non voglio fare il passo in più. Loro hanno fatto dei passetti telefonici, ma la paura di caderci di nuovo e di nuovo stare male come l’ultima volta per me è ancora tanta Al 99% non andremo da loro per le ferie estive. Voi le passereste con degli estranei?
Io no.

io, lei, l’altra e il (suo) rientro al lavoro

…cose strane (ma neanche tanto) accadono nell’azienda in cui lavoro.

devo fare qualche premessa.
Inverno 2012
trovo un annuncio sul giornale per sostituzione maternità

Primavera 2012
supero i colloqui e vengo assunta, prima a tempo determinato e poi a indeterminato

Estate 2012
la collega panzuta (la chiamerò Heidi) entra in obbligatoria e rimango in ufficio con una delle titolari.

Dicembre 2012
una collega di un altro ufficio perde la brocca, si fa settimane di malattia una dietro l’altra.
Ci rivolgiamo ad una agenzia per una somministrazione di lavoro.

Gennaio 2013
arriva questa ragazza in gamba, tosta, con esperienza e tutto. La chiamerò Clara

Febbraio 2013
la mia titolare entra in obbligatoria.
Rimango da sola.
la mia titolare mi invita a tenere duro, la situazione aziendale non è buona e piuttosto di assumere ancora preferiscono che io mi tiri il collo. Così semplice, così diretto…

Marzo 2013
Clara chiede al titolare di essere assunta a tempo indeterminato e vuole il livello più alto del nostro CCNL (ve l’ho detto, è tosta e in gamba e ha due palle così!)
Il titolare temporeggia, la situazione aziendale non si è ancora sbloccata, le propone qualche altro mese sotto l’agenzia interinale e poi l’assunzione diretta con il livello richiesto.
Il titolare a porte dell’ufficio aperte si fa sfuggire “ti chiedo di aver pazienza, prima devo trovare il modo di mandare via Heidi, dopo ti dò il livello”
per la cronaca, l’ultima cosa mi è stata confermata da Clara in persona, che poteva comunque tenerselo per sè.

Aprile 2013
Heidi mi chiama per vederci e parlare del suo rientro (ci sentiamo ogni due settimane per varie cose).
Chiedo al titolare maggiori info sul suo rientro e mi dice che la metterà sicuramente in ferie (la qual cosa mi sembra un dispetto nei MIEI confronti… metterla in ferie vuol dire pagarla al 100% per farla stare a casa, mentre io sono sommersa, ma che dico inondata di cose da fare…)
Stavolta temporeggio io… gli dico che è meglio parlarne qualche giorno prima del suo rientro.
Mi brucia sul tempo… un secondo dopo essersi lamentato che due impiegate costano troppo dice che mai più concederà un altro part time a un dipendente.
Dico mentalmente addio ad ogni prospettiva di part time futuro.

Maggio
incontro Heidi a cena, mi lascia l’impressione che, in caso di mobbing starà a casa e contestualmente andrà da un avvocato (l’ultima l’ha detta chiaramente). Conosce il personaggio e tanti anni in una azienda ti fanno capire con chi hai a che fare.
Oggi Clara mi dice che è stata ricontattata per lavorare dove lavorava prima. A 15 minuti da casa, in un posto dove è stata per 10 anni, con il livello economico che aveva raggiunto e una maggiore stabilità aziendale.
Mi mordo la lingua e contro i miei interessi le consiglio di accettare.
Sono sincera perchè nella stessa situazione vorrei che qualcuno con me lo fosse.
dopo qualche minuto ammette di averci pensato e di voler tornare nell’altra azienda. Si rende comunque disponibile a lasciare le consegne alla prossima risorsa… eventualmente ci darà tutto il preavviso possibile.

Domani Clara ne parlerà con il titolare.
Domani come ultima cosa voglio parlar anche io con il titolare.
che non si azzardasse a fare mobbing a Heidi, Che non s’azzardasse a pensare che devo fare tutto il lavoro da sola, in tempo, bene e in ordine.
Sono una veterana delle assunzioni in sostituzioni maternità, e più di una volta mi hanno confermato nello staff.
Non ho mai preso il posto di nessuna e non succederà nemmeno questa volta.

io capisco i momenti di difficoltà dell’azienda ma non capisco come si possa pensare di risolverli segando parte del personale. Personale che comunque si occupa dell’azienda, ditemi voi se in questi anni la burocrazia è diminuita o viceversa, ditemi se tutta questa informatizzazione non ha creato un rovescio della medaglia.
Non so voi, ma io ho sempre aggiornamenti da scaricare (sito dell’Agenzia delle Entrate in cima), call center da chiamare, verifiche da chiedere all’Inps, quietanze da stampare, salvare, etichettare e inviare al commercialista. mi fermo qui che sto per avere un travaso di bile.

Comunque domani sarà una giornata molto interessante.
Domani mettiamo le carte in tavola.
Forse…

le cose che proprio non ti aspetti

diciamo che da poco hanno aperto una “filiale” [passatemi il termine] di Casapound nella città più vicina al paesello in cui vivo.

Io l’ho scoperto oggi per puro caso.

C’è bisogno che vi dica quanto mi sento male?
Quanto mi viene da vomitare?

Alla città più vicina al paesello in cui vivo mancava solo questo!
[ve l’avevo raccontato che hanno fatto la messa per il-caro-benito? E che conosco personalmente ragazzi di 40 anni che vanno a fare la guardia sulla tomba del suddetto?]

Ho voglia di scuotere la testa e fare finta di niente, dicendomi che gli ignoranti sono destinati a estinguersi…

Non possiamo iniziare una catena tipo “regala anche tu un libro di storia a un nazifascista” io ne regalerei anche 4 o 5…

Devo assolutamente leggere gli archivi del quotidiano locale… voglio sapere dove, come e soprattutto perchè è stata inaugurata dato che
copio e incollo fedelmente:

La legge 25 giugno 1993, n. 205 (legge Mancino) impedisce qualsiasi forma di azione e propaganda, anche con l’uso di gesti e slogan, legata all’ideologia nazifascista e che incita alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica e religiosa;

la XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione Repubblicana afferma: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista»;

[ho paura]

l’altra faccia della medaglia

…e poi ci sono le settimane frenetiche, quelle in cui non si stacca mai, nemmeno di notte.
Ma solo io ( e Chicchiscedda ) sogno ogni notte il lavoro?
Non mi sembra nemmeno di dormire. Sono vigile, e contratta… gambe e braccia intrecciate e strette strette… un giorno di questi non uscirò dal letto con la faccia, sarò un gomitolo.

Ieri ho vinto 9 ore e mezza di lavoro ininterrotto.
Ieri pomeriggio ho fatto una corsa al super e per due volte mi è sfuggito di mano il volante.
La scorsa settimana ho mangiato ai minimi storici. Tutta roba secca, poca e secca… sì, ho anche vinto l’ennesimo virus gastro intestinale. Evviva!

Ho voglia di stare meglio.
Ho voglia di dormire e dormire soltanto.
Ho voglia di svegliarmi e ricordarmi del sogno che ho fatto
Ho voglia di pensare a qualcosa che non sia il lavoro.
Ho voglia di vacanza. Non mi importa che sia mare, montagna, collina o città…
ho voglia di rilassarmi, di staccare un attimo il cervello…

E’ praticamente un anno che sto lavorando qui. In questo anno ne sono successe di tutti i colori.
Io sono stanca. Di dover tenere tutto sotto controllo, io da sola non ce la faccio.
Il capo pensa che io sia in gamba e continua a darmi altri lavori, ma così non mi permette di finire quelli precedenti. In più mi fa perdere tempo per delle cagate assurde…
Di questo passo diventerò una piovra. E’ l’unico modo per fare tutto…
E sbaglio. Perchè i capi tendono a darti di più di quello che puoi gestire. E sinceramente guadagno troppo poco per avere una crisi di nervi…
Devo mollare un attimo. Devo imparare a dire “adesso no”.

E poi fa discorsi strani…
a breve rientrerà la collega che è in maternità.
E’ un po’ che dice “due impiegate costano troppo”

io quasi quasi gli chiedo il part time!
Faccio finta di fargli un favore, fingo il bene dell’azienda…

E poi c’è un’altra cosa che mi dà da pensare.

Vorremmo, anzi vogliamo il secondo figlio.
Però…
anche Marito inizia a farmi discorsi strani
… tipo che sua mamma comincia a essere anziana (è vero) e che non se la sentirebbe di lasciarle anche questo futuro secondo figlio.
Vorrebbe che i miei si trasferissero qui.
Non proprio in casa nostra ma nel territorio.
Cosa che non succederà mai, mi sembra di avervi già detto che al Nord fa freddo no?
Certo… sarebbe bello se venissero da giugno a settembre…
almeno non diventeremo matti cercando di piazzare Lo Smilzo una volta che la scuola sarà finita.

Il momento di “fare” il secondo si avvicina e a me comincia a mancare la terra sotto i piedi.
Ci sono i momenti in cui mi chiedo -onestamente- ma chi me lo fa fare?

Lo Smilzo è autonomo, io sono tornata in forma, siamo in grado di viaggiare come fossimo tre adulti, …chi me lo fa fare a ricominciare con pannolini e pappe? Con pianti notturni, vai e vieni dal pediatra, orari scombussolati, ormoni scombussolati, perdita dei capelli, ritenzione idrica, perdita di latte… ah e non dimentichiamoci il poetico momento del parto…

Finalmente possiamo stare sul divano tutti e tre e guardare un film… cosa impossibile ai tempi di Polpettino Bebè… se mi ricordo bene il divano era solo un pezzo di arredamento… abbiamo passato mesi interi senza sederci lì…

Gestisco bene i capricci di uno… ma quando saranno due e saranno nel momento di capriccio entrambi che succederà? E se me ne dovessi “pentire”?
Se diventassi una di quelle bis-mamme che dicono “se avessi saputo che era così non avrei fatto il secondo”… che a me queste frasi sembrano coltellate, spero che dicano queste cose lontane dai secondigeniti.

Non voglio lasciare Lo Smilzo da solo. Non voglio essere una di quelle madri con un solo figlio e per di più maschio [avete presente il Direttore Skinner e sua madre? Ecco, quello è il mio incubo… e il protagonista di Psyko.. altro incubo, e varie mostridisuocera in cui mi sono imbattuta negli anni… tutti incubi… donne che sono vere perle si trasformano in mostri quando il figlio lascia il nido… aiuto, comincio a sudare…]
Voglio che Lo Smilzo abbia un fratello o una sorella, voglio che si possa scannare con lui/lei e poi fare pace, voglio che cresca sapendo che non tutto è suo e niente gira intorno a lui [punto di vista che mi sono fatta negli anni frequentando figli unici di entrambi i sessi…. ecco, un po’ egoisti…]

Dall’altra parte mi dico che sono giovane… tra quattro anni sarà indipendente anche il secondo e io sarò di nuovo in forma smagliante [lasciatemi sognare!], viaggeremo in 4, ci metteremo in 4 sul divano e guarderemo qualcosa… forse faremo i turni, non sarà facile trovare qualcosa che piaccia a tutti e quattro…
Io lo visualizzo già… io vedo il giorno in cui saremo 4, non so spiegarlo, è come se adesso mi mancasse qualcosa…