Marie Kondo, aiutami tu. Ovvero considerazioni di Pasquetta 2016

Niente Lunedì dell’Angelo per noi. Almeno nessun pic nic in giro per prati e laghi, nessuna merenda e nessun giretto per i bimbi.
Il piccolo ha un virus e Marito è andato a rasar pareti nella casetta nuova.
Che sta cambiando forma, adesso ogni ambiente è riconoscibile e il cemento sta per sparire… siamo passati da avere i pavimenti devastati per il passaggio delle nuove tubature a scegliere il colore del battiscopa e delle cornici.

A metà aprile andremo a prendere la porta blindata e ordinare i serramenti su misura.
ordineremo pure i pavimenti e le porte interne.

Ho perduto la voglia di prendermi cura di questa casa. non ho voglia di pulire, di mettere a posto. I nostri armadi sono un casino, la camera dei bimbi è un magazzino caotico. Gli armadi dei bimbi sono vuoti perchè abbiamo iniziato a svuotare mesi fa.
Eppure, abbiamo ancora troppa roba.

troppe mutande
troppi giochi
troppe magliette
troppi giochi
troppi jeans
troppi giochi
troppe salviette
troppi giochi
troppi giubbini
troppi giochi

 

Sogno una vita minimal, sogno una casa dove chiudere gli occhi e pensare “il giubbino primaverile del piccolo si trova nell’anta a destra, dentro la scatola azzurra del primo ripiano” oppure “il pc per i bambini l’ho sistemato nella cesta di vimini, la seconda nello sgabuzzino dietro il materiale per i lavoretti creativi” .

E l’unico modo per avere una casa così è avere poche cose e un posto per ognuna di esse.

Vado a rileggermi “il magico potere del riordino” che è meglio…

se rinasco…

…faccio il perito bancario.

Solo per far portare le coppie ad uno stato di ansia mai sentito prima.

Non posso ancora entrare nei particolari, ma quando usciremo dal notaio, con il nostro atto di proprietà in mano allora sarò più esaustiva.
Devono soffrire a lungo. Sono state settimane troppo, troppo brutte.

Comunque.

Perizia superata. Mutuo concesso. Delibera arrivata.

E direi che questo periodo stressante, iniziato a metà novembre sta per finire.

Abbiamo davanti un ostacolo, l’ultimo ostacolo.

Il 10 aprile saremo finalmente senza pensieri. Forse.

E intanto abbiamo abbattuto, tolto, spostato, scassato, murato, passato tutto il possibile. Ho visto Marito fare cose che non immaginavo neanche. Mi sono resa conto non solo della sua forza ma anche della sua dedizione.
Non ringrazierò mai abbastanza per averlo con me, con noi.
Dopo tutta la fatica del suo lavoro, di un paio di ore passate nella casa a faticare, a casa non ha mai dato segnali di nervosismo nè con i bimbi nè com me.