il diritto alla noia

dei bambini.

Dopo mesi di impegni scolastici, sport 4 volte la settimana, feste di compleanno, merende e altri appuntamenti sociali durante l’estate i bambini hanno diritto a riposarsi e anche ad annoiarsi.
Lo vedo bene nel Grande.
Giornata tipo del Grande.
Sveglia
coccole
colazione
divano&tele
disegni
giro in bici in cortile
litigare con il Piccolo
pranzo
divano &tele
giretto dai figli dei vicini / figli dei vicini da noi
giro in bici
litigare con il piccolo
doccia
apparecchiare per la cena
cenare
tele&divano
letto

giornata tipo del Piccolo

sveglia
coccole in braccio
colazione in braccio
tele&divano in braccio
giocare fuori per 5 minuti
stare in braccio
pranzare
tele&divano in braccio
giocare per 5 minuti
aspettare la cena in braccio
doccia con il papà
cena
dopo cena in braccio
nanna.

ma che meravigliosa estate!

Giornata tipo della sottoscritta, non mi metto nemmeno a elencarla altrimenti urlo.

Nell’immaginario collettivo la mamma che non lavora è a casa a fare un cazzo.
ma MA-GA-RI!

Oltre a tutto quello che c’è da fare in una casa normale, io devo anche cercare di fare qualcosa in più per finire questo cantiere.
Ad esempio ho gli spilli sull’orlo della tenda in cucina (già appesa) da 10 giorni.
Devo fare questo orlo a mano.
Con il Piccolo in braccio non è possibile.

La vicina mi vuol dare una pianta da settimane, io devo solo portarle un vaso pieno di terra.
Ho il vaso.
Ho la terra.
Con il piccolo in braccio è facile facile mettere la terra nel vaso.

E potrei scrivere altre mille piccole cose che non riesco a fare.

E come grandi cose ci sono solo le pulizie basilari, cucinare e impegnarmi a non sclerare con i figli.

Ho iniziato a scrivere con il Piccolo in braccio.
E’ ancora in braccio.
Si sposta continuamente a destra e a sinistra impedendomi di vedere il monitor.

E’ lunedì e sono già le 08.19

Il Marito arriverà alle 19.
Alle 19 potrò farmi una doccia da sola.
Nel frattempo tiro la giornata e immagino che a gennaio 2017 anche io potrò esercitare il mio diritto alla noia.
La mattina saranno entrambi a scuola, chissà come sarà avere la casa vuota!

 

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Signore dammi la pazienza perchè…

…se mi dai la forza faccio una strage. [cit]

O sottotitolo

Non so che fare con mia cognata

Un ramo della famiglia di Marito otto (8) mesi fa ci dà la lieta notizia… una delle cugine si sposa, siamo tutti invitati, evviva evviva.

Il viaggio è lungo e siamo in sei. Impossibile andare in auto, impossibile che il piccolo di casa regga un viaggio così lungo.

Prenoteremo aereo e appartamento.

Otto (8) mesi meno un paio di giorni fa mi telefona cognata al grido di (letteralmente eh) HOPRESOIOIBIGLIETTIPERTUUUUUUTTTTTTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
DALL’UNO ALL’UNDICI SETTEMBREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Cognata ma NOOOOO.. non sappiamo ancora quando sarà il primo giorno di scuola, e il primo giorno di scuola delle elementari è molto importante, non posso farglielo perdere

EHHHHVABHEEEE SPERIAMO SIA DOPO L’11.

Questo acquisto ci è costato 439 euro. Mia cognata, così premurosamente ha contattato anche una struttura per un mini appartamento che pagheremo in loco.

E fin qui. Incazzatura e disagio per chi mi mette davanti a un viaggio organizzato.

Un paio di settimane fa sempre mia cognata decide che non parte più per motivi non attinenti questo racconto.
Lei perde i soldi del volo e a noi resta sul groppone la struttura cercata da lei e confermata da lei. Ora dovremo cercare un appartamento più piccolo e smazzarci tutte queste telefonate.
Grazie cognata!

Oggi. 12 luglio 2016 mi sveglio e nel gruppo wa delle mamme scopro che il primo giorno di scuola sarà giovedì otto settembre.

Sto piangendo lacrime di rabbia. Marito è viola in viso. Lui che le aveva detto di aspettare a prenotare, lui che è la calma fatta a persona oggi è incazzato nero.

Io ho appena scritto al servizio clienti, ho chiesto di spostare il volo ad altra data, poco importa il giorno, importa solo di rientrare il sei settembre.

Se avessi qui mia cognata le farei fare la fine di Ramsey Bolton.

Se non sapete chi è Ramsey Bolton forse non seguite Games of Thrones.

Se non seguite GoT ma avete lo stomaco forte potete cercare la fine di Ramsey Bolton ovunque sul web.

Marie Kondo, aiutami tu. Ovvero considerazioni di Pasquetta 2016

Niente Lunedì dell’Angelo per noi. Almeno nessun pic nic in giro per prati e laghi, nessuna merenda e nessun giretto per i bimbi.
Il piccolo ha un virus e Marito è andato a rasar pareti nella casetta nuova.
Che sta cambiando forma, adesso ogni ambiente è riconoscibile e il cemento sta per sparire… siamo passati da avere i pavimenti devastati per il passaggio delle nuove tubature a scegliere il colore del battiscopa e delle cornici.

A metà aprile andremo a prendere la porta blindata e ordinare i serramenti su misura.
ordineremo pure i pavimenti e le porte interne.

Ho perduto la voglia di prendermi cura di questa casa. non ho voglia di pulire, di mettere a posto. I nostri armadi sono un casino, la camera dei bimbi è un magazzino caotico. Gli armadi dei bimbi sono vuoti perchè abbiamo iniziato a svuotare mesi fa.
Eppure, abbiamo ancora troppa roba.

troppe mutande
troppi giochi
troppe magliette
troppi giochi
troppi jeans
troppi giochi
troppe salviette
troppi giochi
troppi giubbini
troppi giochi

 

Sogno una vita minimal, sogno una casa dove chiudere gli occhi e pensare “il giubbino primaverile del piccolo si trova nell’anta a destra, dentro la scatola azzurra del primo ripiano” oppure “il pc per i bambini l’ho sistemato nella cesta di vimini, la seconda nello sgabuzzino dietro il materiale per i lavoretti creativi” .

E l’unico modo per avere una casa così è avere poche cose e un posto per ognuna di esse.

Vado a rileggermi “il magico potere del riordino” che è meglio…

di tecnologie troppo smart

Mal di testa.

Ieri sera ho fatto la ganza… ho concentrato quello che bevo di solito in 2 settimane in 4 ore.
No, ma sono furba ed ero piuttosto imbriaca, lo so. Ma non avevo l’auto, quindi potevo.

La tecnologia nella Liberamente casa è diventata troppo smart.
Abbiamo perso il piccifisso dopo le ferie e non ci siamo più ripresi.
Sopratutto io.
Che ho rimesso in piedi la contabilità del 2014 giusto ieri, e stavolta oltre al picciportatile c’è la copia cartacea. Un quaderno in più, un faldone in più non ha mai ucciso nessuno.

Il lavoro è cambiato.
Ma ci sono ancora delle questioni in via di definizione. Non mi sento tranquilla per il futuro ma mi sento tranquilla per il presente.
Non so se riesco a spiegarmi.
Ho cambiato un po’ la filosofia di vita.
Sono passata attraverso 4 ti e non mi sentivo completamente a posto.
Ho deciso di abbracciare questo precariato che mi accompagna. D’altronde i “mostri” si nutrono delle nostre paure, se mandiamo via le paure mandiamo via anche i mostri.


Sono cambiate anche le filosofie alimentari.
Ho iniziato a considerare il cibo come cibo. Benzina per il mio corpo. Benzina di pessima qualità rovina il motore, così come il cibo rovina il corpo.
Non ci sono più piatti succulenti e ore ai fornelli, nessun ingrediente segreto nessun rosicchiamento di unghie perlustrando il super.
Si cucina con quello che c’è di stagione. Frutta, verdura, legumi e cereali.
Adesso sta al Marito cucinare per tutti.
Gli lascio ogni pomeriggio un biglietto con la ricetta della sera, ogni sera lo trovo più bravo del giorno prima.
E senza nulla togliere al Marito, che per me è straordinario credo dipenda dalla freschezza degli ingredienti e dalla semplicità delle ricette.


Il piccolo Cigolo cresce che è uno spettacolo, e anche qui… boh… forse la mia opinione va filtrata perchè l’ho fatto io, ma è DAVVERO uno spettacolo.
Lo Smilzo ha avuto due episodi che mi hanno lasciata un po’ così…

mi ha chiesto se lo voglio abbandonare e perchè

dopo una sgridata per le solite cose, e dopo il solito pianticello mi ha chiesto se è ancora l’amore della mia vita.

Ci sta. Dopo sette mesi dalla nascita del fratello e dopo un anno da quando sa che stava arrivando il fratellino sono le prime emozioni negative.

Rassicurato, coccolato, baciato e abbracciato e ancora rassicurato che sarà sempre l’amore della mia vita, MA deve ascoltarmi, deve ubbidire e deve comportarsi bene.

Il mal di testa è un po’ diminuito. La blog terapia funziona sempre bene.

l’undicesimo comandamento

cannucce

Lo Smilzo usa una cannuccia al giorno.

Cioè lui ne userebbe di più ma gliene concedo una al dì.

Per la spremuta, l’acqua, il frullato o il tea.

Ogni giorno sceglie una cannuccia diversa dal pacco che prendiamo al super.

Ieri eravamo fuori e con il tea ha chiesto una cannuccia alla ragazza del bar;

lei gli fa vedere tutte le cannucce e “quale vuoi?”

“Quella ROSA”

Una mamma seduta al tavolino accanto ha sgranato gli occhi, anzi li ha proprio buttati fuori dalle orbite e mi ha chiesto se mi sembra una scelta normale. E se a me va bene.

Due domande del cazzo fatte da una estranea e fatte davanti a un bambino che ormai capisce come un grande.

Io ho davvero un grande problema.
Forse più di uno.

Il primo sostanzialmente con chi non si fa i propri.
Il secondo con chi associa ancora nel 2014 il rosa alle femmine e l’azzurro ai maschi.

Con conseguente scherno dei maschietti che indugiano su giochi/colori “per femmine”

Con grandissimo dispendio energetico per rilassare i muscoli facciali ho risposto che un colore è un colore, uno vale l’altro.

Ma mi sono girati comunque.

 

giornate rotte

la giornata è iniziata male, ho tirato giù le tapparelle e mi sono messa sul divano intenzionata a non fare null’altro oggi.

Ho fatto uno di quegli incubi che ti seguono anche durante il giorno.
Mi sono fatta anche un bel piantarello.

Ci sono cose nelle vite degli altri per cui ho una invidia folle.

Darei fuoco a tutto per quanto sono invidiosa.

Conosco due donne del paesello. Madre e figlia. Due donne splendide. Entrambe.

Si parlava insieme di questo e quello, e a un certo punto la figlia ha detto alla mamma
“oh mamma ma perchè non ce ne andiamo al mare 5 giorni io e te da sole?”

Ecco.
Ci penso e ci ripenso. E sono superipermegastra invidiosa.
Perchè se penso a come vorrei passare qualche giorno di relax o divertimento mia madre sarebbe l’ultima persona che chiamerei.

Perchè quando conosco una persona nuova, soprattutto adesso che ho appena partorito parte la raffica di domande “ma sei da sola? Ma i tuoi? Ma la tua famiglia? Ma siete lontani?” la domanda che detesto maggiormente mentre mi guardano stralunati è
“dato che sei in maternità perchè non te ne vai al mare da tua madre?”

Mi stampo un grande sorriso sulla faccia e rispondo che non ce la farei proprio a lasciare mio marito da solo per tre mesi mentre lui lavora e io mi svacco al mare in relax.

Mi piacerebbe eh, ce ne sono di cose che mi piacerebbero.
Una di queste è avere quel tipo di rapporto con mia madre.
Quello che ti porta ad avere un completo abbandono, una completa fiducia. Giuro.

Ma così non è, così non sarà.
Continuo a tenermi l’invidia, continuo a mangiare il mio stesso veleno, mi terrò gli incubi nei quali nessuno mi vuole bene e amen.

E’ andata così.

Durante le giornate rotte uso riempire i vuoti con il cibo. 

Il fatto che in frigo ci siano solo verdure mi ha fatto deprimere ancora di più.
Devo escogitare una scorta per le emergenze emotive.

niente nuove…

buone nuove… o almeno il proverbio recita così.

Nel mio caso: niente nuove / non ha tempo di scrivere…

Il primo mese con un bebè è di fuoco e voi già mamme lo sapete benissimo.
Chi passa di qui e non è ancora genitore (1 o 2) sappia che quando scrivo “di fuoco” intendo ” ad altissima intensità” .
giusto per essere pignoli.

Bimbonuovo, da oggi chiamato Cigolo sta benone.
Cresce un po’ troppo a vista d’occhio e se la primavera non si decide a venir fuori sono fottuta.
Cigolo ha della sua taglia giusto 4 body, 2 tutine, 2 completini ghettine/maglietta e 1854307649 pigiamini/tutine che sono o troppo pesanti o senza maniche.
non so come vestirlo povera stellina.

Lo Smilzo è sempre nella fase di adorazione completa.
Stiamo cercando di convincerlo a dormire tutta la notte nel suo lettino.
quando ci viene a trovare io di solito sono sveglia (guardo real time tutta la notta… ci sono programmi raccapriccianti, magari la prossima volta ve li descrivo…. ), e sveglio Marito che lo riporta di là.
E la cosa si ripete per 2-3 volte finchè suona la sveglia e LoSmilzo è comunque nel lettone.
La sera dopo il rito doccia/denti/pigiamino si mette a letto e chiede a uno di noi di restare a fargli compagnia.
Avevo iniziato a sbuffare dentro di me, pensando a una regressione e invece mi sono resa conto che tra un po’ non ce lo chiederà più.
Crescerà e non vorrà più venire nel lettone, non mi abbraccerà mentre siamo sul divano, non mi chiederà baci sulle sbucciature e non mi racconterà quello che combina a scuola.
Non mi dirà quanto gli sono mancata e allora chi me lo fa fare di perdermi questi momenti?
Per che cosa poi? Per poter raccontare che dorme benissimo da solo nella sua stanza?
E chi se ne frega di raccontare ad altri come dorme…
Vuole che gli faccia compagnia prima di addormentarsi?
Mbeh io farò di più ripristinando il momento della fiaba.
E mi impegnerò al massimo per alzare la qualità di tutti i nostri momenti ( che adesso si sono ridotti a un paio di ore la sera )

Ho iniziato anche il gioco “cosa ti è piaciuto”

Prima di addormentarsi gli racconto (in breve eh!) la mia giornata e gli dico cosa mi è piaciuto ( e 99 su 100 sono i momenti che passo con lui ).
E gli chiedo cosa è piaciuto a lui della sua giornata.
E cerco di ricordarmi quello che dice, come lo dice.
Poi si addormenta e lo guardo… e mi stupisco, sono stata per davvero io a fare un bambino così bello?

Cigolo comincia a svegliarsi, reclama il suo succo di tetta.

Il progetto vegetariano si è arrestato.
Una settimana fa è diventato ufficialmente progetto vegano, dato che mi hanno tolto tutti i latticini.

Cigolo durante le scorse settimane si era ricoperto tutto il viso di brufoletti rossi con la punta bianca.
Chi pensava acne neonatale, chi diceva fossero i miei ormoni, chi pensava fossero le fragole.
Come sempre se chiedi a 10 persone diverse ottieni 10 pareri.
Caso ( o no ) l’unica che ha risolto la situazione è stata l’ostetrica che mi ha seguito con Lo Smilzo per la quale un giorno realizzerò un busto d’oro.
Mi ha detto di togliere tutti i latticini et voilà, adesso Cigolo ha davvero la pelle di un neonato.

Sto sperimentando e cucinando.
Ho perso un po’ la mano e devo ricominciare a fare liste della spesa complete ( e a portarmele ehehe…. )
Di solito torno a casa che mi manca metà di quello che mi serve…

cmq, stay tuned…

sfiziose ricette veg stanno per tornare!

momenti speciali

Rieccomi a scrivere. Dopo un tempo incredibilmente lungo. Almeno, a me è parso lunghissimo.

Bimbonuovo si è fatto attendere ma mica poi tanto.
La notte di giovedì 10 aprile ho dormito sul divano.
Troppa insonnia e timore che Lo Smilzo mi tirasse l’ennesimo calcio sulla schiena. Alla tele un episodio di Poirot – fermate il boia.

lo seguo, mi appisolo, mi risveglio, lo riporto indietro, lo seguo di nuovo, mi riappisolo.. sogno uno di quei sogni stranissimi.., all’improvviso mi tocco il pantalone della tuta, mi sento bagnata, mi serve un bagno per controllarmi.

quando trovo il bagno mi spoglio e vedo che la tuta è tutta bagnata maledettamiseria adesso come faccio a continuare a camminare, tutti si accorgeranno che i pantaloni sono bagnati.. ohmaquantosonobagnati?
un flash improvviso.. mi sveglio e porto la mano al pigiama… ehno…non era un sogno.. sono fradicia. Corro in bagno a vedere.
Ok, sacco rotto. mi cambio al volo, vado in camera a svegliare Marito
“ohi… ho rotto il sacco…”
In un volo si alza dal letto, si infila una tuta e mette la valigia in auto.
Dico a mia mamma che noi andiamo in H, scende a salutarmi.
Alle 4.20 arriviamo in H (il traffico delle 4 del mattino nel tragitto paesello-ospedale… non abbiamo incrociato manco un’auto…)

Monitoraggio e visita.
Di turno trovo una delle due dottoresse che mi hanno seguito in gravidanza per il toxo.
Il sacco è rotto, il liquido è trasparente, il bimbo sta bene, mi dicono di star tranquilla, io non ho dolori di nessun tipo.
Mi assegnano una camera singola (figata!) e Marito rimane con me fin verso le 7, poi va a casa a svegliare Lo Smilzo e portarlo a scuola.
Il 10 aprile passa tranquillamente come se fossi a casa mia.
dormo, faccio sudoku, amiche preziose mi stanno vicinovicino, benedetti siano i social…
Contrazioni regolari e ravvicinate nemmeno a pagarle oro.
Pranzo e ceno, faccio spuntini.
In tarda serata qualche dolore, mi visitano e mi danno la prima dose di antibiotico.
“dilatazione di 2 cm” ma senza contrazioni gisute non vuol dire nulla.
Alle 23 altra visita.
Idem come sopra.
In un momento di estremo coraggio mando Marito a casa a dormire un po’ e stare un po’ con Lo Smilzo.
Ostetriche di turno mi rassicurano che eventualmente lo chiameranno loro.
Vabbè.
Il tempo passa e i dolori continuano, ma piuttosto che farmi dire che non sono ancora quelle giuste ed è tutto ancora chiuso prendo dei calci in faccia.
Vado in doccia… posiziono lo sgabellino e il getto sulla schiena.
Mi rilasso sotto il getto caldissimo per almeno quaranta minuti.
Quando mi accorgo che cercavo di scendere dal letto mentre ero in doccia prendo paura.
Forse non è il caso di cadere mentre sono da sola a un passo dal partorire…
Vado dall’ostetrica S., mi visita e mi dice che il collo è completamente appianato, il travaglio è partito, se voglio andiamo in sala travaglio così sto tranquilla.
Mi chiede se ho fatto tutto per il parto analgesia.
Le rispondo piangendo ( ho contrazioni continue ) che non voglio l’epidurale, ma se fosse possibile vorrei fare il travaglio in acqua.
L’ostetrica S. scambia uno sguardo con l’infermiera come dire “questa è tutta  scema… guarda come piange per una contrazione… come ha potuto pensare di non chiedere l’epidurale…”

Mi rassicurano che tutte le sale sono disponibili, ma appena andiamo mi fermano, forse quella dove stavamo andando era occupata o la stavano finendo di pulire.
L’ostetrica S. mi manda in camera a fare un’altra doccia come prima, verrà lei a chiamarmi quando la sala sarà pronta.

Faccio una mini doccia, ho troppa paura di cadere o di addormentarmi nelle pause tra una contrazione e l’altra.
Trovo un po’ di sollievo solo seduta in bagno.
L’ostetrica S. mi trova lì avvolta nel telo mare… posso andare, la sala con vasca e doccia è ora libera.

Mentre lei prende la cartella e i vestiti di Bimbonuovo io chiamo Marito
“vieni, sto malissimo” sono le 3.15.
alle 3.30 sono di 5 centimetri e Marito arriva in sala travaglio. Mi aiuta ad entrare in vasca.
Passo un’ora in vasca alternando momenti molto dolorosi a pause senza nessun dolore.
L’acqua calda mi rilassa e porta via moltissimo, fa sentire le contrazioni più ovattate…. Devo però tenere la fascia in vita per monitorare i battiti di Bimbonuovo.
Odio questa fascia, mi stringe da pazzi, l’acqua la rende ancora più ruvida e poi sembra che diventi sempre più stretta ogni momento che passa.
Posso toglierla?
no.

Dopo un’ora l’ostetrica S. mi fa uscire per via della pressione.
Mi visita, adesso siamo a 8 cm…
“stai andando troppo veloce, cerca di rallentare…”
come?eh?chi?cosa?

imploro che mi tolgano la fascia elastica, mi sembra di morire e di non respirare, alla fine la tagliano con le forbici e l’infermiera tiene il sensore con le mani.

Torno in doccia a ogni contrazione…
poi c’è stato un momento di rilassamento… penso di aver chiuso gli occhi per qualche minuto.. ricordo che l’ostetrica S. ha chiesto a marito

“si è persa via?”

“sì”

“bene, ottimo”

(potrei averlo sognato, e questo dimostrerebbe che ho anche sonnecchiato, ho provato a chiedere a Marito ma boh… non ricorda nulla)

Poi l’altra dose di antibiotico e l’altra visita… la dilatazione è completa.
Io continuo ad andare in bagno per sedermi, l’ostetrica S. fa la faccia scura…

“liberamente80 se stai spingendo o hai voglia di spingere dimmelo, voglio avere il tempo di prendere il bambino”

la rassicuro che no, non sto spingendo (bugia, ma faceva troppo male e non volevo tornare sul letto e l’istinto di spingere era troppo forte), l’ostetrica S. mi viene a prendere e mi porta a letto, e se devo farla allora la farò sul letto…
Mi rivisita… e sente la testa del bambino.

“allora appena senti la contrazione SPINGIFORTE”

non riesco a spingere da sdraiata manco per niente…

“allora il marito si può mettere dietro di te e ti sostiene e se te la senti puoi spingere in piedi”

facciamo così, Marito mi sostiene per le braccia e io spingo e spingo verso il basso, molto forte…

le infermiere si moltiplicano, in sala entra anche la dottoressa N.1 che mi ha seguito in gravidanza… non posso credere di avere tutto questo culo…

Quando vedo la dottoressa mi passa tutto il coraggio, chiedo se può farmi l’episiotomia, se può tirarlo fuori lei, perchè il dolore è troppo e sto malissimo.

La dottoressa si mette vicino a me e mi dice che sono bravissima, che il bambino è già mezzo fuori, che devo spingere bene ancora una volta.

Marito mi conferma che la testa è fuori… ma lui è dietro di me e ora è in piedi, come fa a vederlo? Tutte balle…

Poi con la spinta successiva sento davvero la testa che esce dal mio corpo, e con l’ultima spinta ecco che nasce Bimbonuovo, sono le 6.45 di venerdì 11 aprile.

Poi mi stendo a letto, gambe aperte, più aperte, tienile più aperte… peccato non ci fosse nemmeno una staffa…
sento “Oh ma che bel bambinone..”
Marito ride e mi dice subito che è identico a Lo Smilzo appena nato, io gli chiedo se ha tutto.. mani, gambe, dita… gli dico di guardare bene e controllare..
Non lo vedo e me lo mettono per un minuto sulla pancia… UDIO che meraviglia… tutto caldo, bagnato, sporchino, appiccicoso ma meravigliosamente perfetto.
Lo portano via per i controlli con la pediatra.
La dottoressa e l’ostetrica iniziano i loro commenti

“oh che placenta” “ma guarda che bel cordone che aveva!” pesano, misurano, scrivono… ho captato che la placenta era sette etti…
Da lì in poi ho pochi ricordi.. il cambio turno… mi ha cucita un’ostetrica diversa, mi dice di aver pazienza, che lei è lenta ma scrupolosa e ci metterà un po’ ma poi non sentirò nulla (quanto ha avuto ragione!) e starò subito bene.
Mi riportano Bimbonuovo vestito e pulito, Marito mi dice che è nato di 51 cm per 3575 gr … me lo fanno vedere solo un momento perchè è diretto al TIN come da protocollo.
Mando Marito a casa per farlo riposare un po’, mi lasciano in sala a dormire e riposare.

Non ho visto Bimbonuovo fino alle 17 di quel giorno, era al TIN in incubatrice… un bambino di oltre 3,5 Kg in incubatrice
“ma sono i protocolli” vabbè.
Mi dicono che faranno tutti i test e sperano di farci uscire quanto prima.
Io dico alla pediatra che intendo allattare al seno in modo esclusivo, mi guarda annuendo e mi dice che forse da domenica si libera una camera di fianco al reparto, se voglio posso “trasferirimi” lì e allattarlo agli orari stabiliti.
Io riprendo il pieno possesso di me già dal pomeriggio del venerdì, salvo piedi e caviglie che sono ancora gonfie…
Cammino, faccio scale, mangio, rido e parlo…
Lo Smilzo viene a vedere suo fratello ma deve guardarlo da fuori il reparto e scrutare dentro l’incubatrice posta al centro della stanza…
Povera stellina, continuava a chiedermi se lo poteva prendere…

Siamo tornati a casa il Venerdì Santo nel tardo pomeriggio.
Io ormai sull’orlo di una crisi emotiva e di nervi per via di un’infermiera del TIN e per Lo Smilzo che continuava a chiedermi perchè non tornavo a casa con loro, o quando faceva gli occhioni e mi chiedeva se poteva dare un bacio al fratellino…

superfluo raccontarvi che adesso è in adorazione completa.. ha mille baci da dargli e carezze da fargli, gli porta i carillon nella culla e mi avvisa di dargli la tetta quando piange.

la prima notte l’abbiamo passata tutti e 4 nel lettone… io e marito perchè il letto è nostro, Lo Smilzo che come sempre a un certo punto si sveglia e viene di là e Bimbonuovo che stava poppando…

Gli esami per il momento sono tutti negativi.
Tra un mese abbiamo un richiamo del sangue e controllo occhi e vista.
La pediatra dice che è bello e in salute (ha pure i testicoli palpabili alla nascita… eh! son cose importanti per noi!).
Mangia a richiesta e cresce.

Io non potrei essere più felice. Giuro.